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Via dell'Arma (Corna Rossa - Madonna di Campiglio, IT)


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Foto da SassBaloss

Bella via in compagnia di Beppe & friends.
Consigliata salita da passo Campo Carlo Magno con impianti fino al rifugio Boch, poi sentiero a piedi in quote (su e giu') fino alla base della parete, da risalire sudando un po'. Oppure raggiungere il rifugio Graffer, poi la cima della quarta torre (vicino all'uscita della via), poi 4 doppie in un canale detritico per arrivare alla base della parete dall'alto (agevole, anche se un po' "sfasciumoso").

Possibile anche salire in bici fino al Graffer (sterrata, abbastanza ripida!).

La via
  • Sportiva, ottimamente protetta, quasi tutti i passi piu' complessi sono azzerabili
  • Non servono protezioni rapide (protetta S1/S2)

I tiri
Vedi prima di tutto SassBaloss. In aggiunta:
  • L1, L2, L3: facili, belle
  • L4: iniziano le prime difficolta' nella placchettina iniziale
  • L5: molto bello, atletico e sostenuto! Probabilmente il tiro piu' difficile, nel complesso
  • L6: le difficolta' sono in pochi singoli passi
  • L7: ancora bello e sostenuto!
  • L8: abbastanza facile, allungare molto le protezioni!

Monte Garzo - Via "Serenissima" (Locarno, CH)


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Bel settore di Gneiss nei pressi di Ponte Brolla - Locarno. La via "Serenissima" attacca sul settore "Pinocchio" e procede fino in cima. Buone protezioni (difficilmente integrabili).  

Descrizione e commenti:

  1. Inizialmente facile, poi aderenza piu' sostenuta, 5c/6a.
  2. Le difficoltà crescono ancora un po', sempre placca
  3. Ora piu' facile (5a/b)
  4. Facile, fino alla fine del settore "Pinocchio". Consiglierei di proseguire e concatenare il tiro successivo (abbastanza breve).
  5. Facile traversata a sinistra (un po' sporca), poi pochi metri di roccia fino alla sosta
  6. Tiro di 5c non difficile (ma un po' sporco)
  7. Bel 6a(+) con non facile aderenza negli ultimi metri

Purtroppo non siamo riusciti a concludere la via ed abbiamo dovuto rinunciare agli ultimi tiri (forse un po' piu' atletici) per motivi di "luce", cosi' abbiamo fatto le doppie sotto un bel cielo stellato..

Da ripetere e concludere!

Melchtal - Stepfen - Via "Orion"


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Bella via sulla parete Stepfen, nella zona di Melchsee-Frutt. Ottima arrampicata su calcare (non sempre compatto, pero') e protezioni piu' che abbondanti.

Breve descrizione:

  1. Facile 5c fino alla sosta un po' scomoda (in mezzo agli arbusti)
  2. Bellissimo 6b di placca lavorata, con bei movimenti
  3. 6c+ abbastanza fisico ma sempre fattibile.

Purtroppo non siamo riusciti a conlcudere per motivi di "luce" (essendo metà Novembre ed avendo messo le mani sulla roccia solo nel primo pomeriggio...). Comunque la zona merita un'altra visita, sia per la bellezza della roccia (anche se, come scritto sopra, qualcosa ancora si muove..) che per la quantità di vie e la "densità di protezioni".

Qui un bel pdf.

Stomaco Peloso e Alba del Nirvana


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Bella arrampicata sabato con Gio. Il mio battesimo della Val di Mello sono stati quei 20 metri di placca sprotetti di "Stomaco Peloso", che poi conduce all'attacco di "Alba del Nirvana", decisamente meno placcosa e piu' proteggibile..

Ambiente davvero fantastico, soprattutto se arrivate una notte d'autunno con la luna piena che illumina le vette innevate, e quando vi svegliate la mattina scoprite i magici colori dell'autunno sugli alberi. La valle è un vero gioiello per me tutta da scoprire, ed ho la sensazione di aver visto solo la punta dell'iceberg.

Descrizione:

  1. La famigerata placca è in realtà facile e lavorata, certamente "banale" se fosse protetta. Invece non c'è niente fino a quel vecchio chiodo posto tanti metri sopra al suolo. Si scala di piedi, come tutte le placche, ma anche e soprattutto tenendo buona la "testa".
  2. Facile diedro fino ad una grossa pianta e poi al bosco. Qui finisce la prima via ("Stomaco Peloso"), che in realtà merita una ripetizione soltanto per quella lunga placca sprotetta.
  3. Bel tiro che traversa verso sinistra con bei passi non banali
  4. Risalire la fessura alla base del tetto, molto bella
  5. Continuare lungo la fessura fino ad una pianta, poi abbassarsi a destra di qualche metro. Un altro bel tiro!

Discesa con una doppia, un po' di bosco ed un'altra doppia sulla placca iniziale (un po' a destra).

Nel pomeriggio una tappa al Sasso Remenno è certamente consigliata, sia per i tanti splendidi monotiri che per l'atmosfera bucolica del prato verde attraversato dal ruscelletto..

"Tonis Lust" - Bergseeschijen (CH)


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Grande arrampicata ieri su "Tonis Lust", una via davvero fantastica: abbastanza lunga, non impossibile ma mai banale e su un granito eccezionale. Due ore dal parcheggio all'attacco, per poi iniziare una successione di tiri bellissimi.

Tra i diversi report in internet i gradi variano molto, in particolare se confrontati con "Dreams of Switzerland" (una bella collezione di vie in Svizzera). Cosi' anche io propongo la mia gradazione, basata ovviamente sulla mia personale esperienza:

  1. Le difficoltà iniziano già al primo tiro, con passi di aderenza abbastanza delicati e protezioni non vicinissime, direi 6a+
  2. Ora leggermente piu' semplice, ma comunque tanta aderenza e diversi metri tra le protezioni (quasi mai integrabili). 6a
  3. Piu' semplice, ma comunque non banale (5b)
  4. Decisamente piu' semplice, ricordarsi di piegare a destra (su sfasciumi) per raggiungere la sosta poco piu' in alt0
  5. Fantastico tiro con bellissimi movimenti (6a)
  6. Altro tiro bellissimo, simile al precedente
  7. Si giunge cosi' al "passo" speciale della via, che ci richiede di "scendere" dall'enorme lama e spostarci sulla parete sottostante. Guardando giù' dalla sosta ci si rende conto di quanto si è in alto! Qualche relazione dice di usare un cordone (su fix) per scendere in A0, ma in realtà basta fare due passi indietro (rispetto alla sosta) sul filo di cresta e cercare buoni appigli sul muro strapiombante, poi con un movimento unico (6b) si "ruota" e ci si ritrova sotto la lama, per poi scendere a terra rapidamente. Un passo bellissimo e molto originale, nonché perfettamente protetto, almeno per il primo. Per semplificare la vita al secondo consiglio di rinviare il fix sotto alla lama, in modo che anche il nostro compagno sia ben protetto. Dopo "il passo" salire sulla parete adiacente (5c).
  8.  Continuare a salire dritti con arrampicata sempre bellissima (5b)
  9. Ora piu' facile, sul filo di cresta (5a)
  10. Ancora su cresta e grandi blocchi, fino a pochi metri dalla croce (5a).

Note:
  • Tanti tiri entusiasmanti, con movimenti splendidi
  • Tutte le soste (a fix) sono attrezzate con anello di calata, anche se dopo "il passo" potrebbe essere complicato effettuare doppie
  • Protezioni distanti e totalmente assenti sulle parti più' facili; non sempre possible integrare (specialmente nella prima metà). Necessaria una certa fiducia nell'aderenza, come si può' capire bene già dal primo tiro.
Per la discesa, seguire i segni bianco-blu (dall'altra parte della cresta) e quindi scendere la lunga pietraia fino a ritornare sui propri passi ed infine all'auto (2+ ore).

Piantonetto


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Due giorni insieme a Giuseppe e Stefano nel vallone di Piantonetto, su ottimo Gneiss che ci concede splendidi pass tra forza e aderenza.

Iniziamo con "La Rossa di Sera Soft", via sportiva che si raggiunge abbastanza velocemente dal rifugio. La via attacca con un 6b che richiede equilibrio e aderenza (passo di 6c). Seguono poi tiri leggermente piu' semplici, fino al penultimo tiro, di nuovo 6b, e di nuovo severo (passo di 6c).

La stessa sera, prima di cena, ci concediamo "Testa Rossa", breve via sportiva decisamente piu' semplice (nonostante sia gradata in modo simile), e di cui consiglio in modo particolare l'ultimo tiro (che sale la "testa rossa", appunto).

Ceniamo nel bel rifugio dall'atmosfera calda ed accogliente, stappiamo una bottiglia per questo compleanno un po' isolato e distante (ai tempi del Corona) e ci prepariamo per il giorno dopo.

Partiamo presto per la "Mellano-Perego" sul Becco di Valsoera, 380 metri di via che richiedono impegno già per l'avvicinamento lungo e ripido. Sulla nostra guida la via è decisamente sotto-gradata (peraltro con scala francese, nonostante sia prevalentemente trad. con fix quasi solo nelle soste), e ci rendiamo conto ben preso che richiede molto impegno e tenacia. 


Tiro-per-tiro:

  1. Facili rampe (III+) fino alla sosta (che si intravede già dalla partenza), alla base di un muro chiaro.
  2. Pochi metri a sinistra, poi salire ed incrociare 1 spit ed 1 chiodo. IV-V
  3. Facile e corto, la sosta successiva si intravede già. III-IV
  4. Tiro lungo e difficile da leggere, almeno per noi. Giuseppe sale e poi gira leggermente a sinistra, fino ad arrivare ad una sosta (spit e chiodo) che non ci sembra essere quella giusta. Anche le difficoltà affrontate sono decisamente piu' alte del previsto (V+).
  5. Stefano apre ora. Dapprima facile, poi una sequenza di diedri/muri decisamente impegnativi e da proteggere (VI+).
  6. Tiro quasi completamente in artificiale (A0, molti chiodi) per superare placche molto lisce e lunghe.
  7. Bellissimo diedro iniziale (VI), poi placca articolata e fessura, molto bello.
  8. Lungo e bel diedro, non troppo difficile (V+), con traverso finale a destra per arrivare in sosta.
  9. Ora conduco io sul bellissimo diedro (V+)
  10. Tiro lungo ed articolato che risale il diedro (V+) fino al tetto, da cui si esce a destra (nonostante un chiodo a sinistra, fuorviante) verso il filo di spigolo (VI). Attenzione agli attriti della corda.. che nel mio caso sono stati.. importanti..!
  11. Superare lo spigolo, salire ancora un po' e proseguire brevemente in cresta fino alla sosta da cui poi ci si cala.


Rientro: diverse doppie lungo la parate accanto, di solito lungo la via "Nel corso del tempo" (noi probabilmente ci siamo calati dall'altra parte.. complicandoci un po' la vita..). E poi si ripete il lungo percorso fino al rifugio..

Rätikon - Galadriel


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Image from here

Another amazing climbing day with Andrea.  We go for "Galadriel" in Rätikon (CH), a nice and long multi-pitch that keeps us busy for the whole day. After some kilometers of dirt road we park the car as close as possible to the wall, hike up and finally we start climbing at.. who knows.. late in the morning!

The route is challenging (6c+) but not impossible, except one single step that leaves us puzzled.. see the pitch-by-pitch description:

  1. We actually start climbing on the route on the left, and only after completing the pitch we realize that we are not where we wanted to be! Anyway, the first pitch of Galadriel is not particularly interesting.
  2. Climb a nice crag (6b?) for some meters before switching to a slab (6b+) and testing your adherence skills
  3. Nice pitch, I lead! The hards steps are at the beginning, then it gets slightly easier. 6b+ or max 6c.
  4. Easy pitch, rugged terrain.
  5. Long pitch, but not particularly difficult. 6a+ maybe.
  6. A bit harder than the previous one, but also shorter. Andrea leads.
  7. Start with a nice crag, not difficult but very enjoyable. The hardest steps are at the end, when you have to go all the way to the left, over the small roof, and then right again. Not easy!
  8. Andrea leads the hardest pitch (6c+). It doesn't seem to be particularly difficult, though, except maybe some steps at the end (just before the relay).
  9. A long traverse to the right. I lead and after the first bolt I immediately climb up.. big mistake! And I pay for it with a (not-so-small) fall! I then tried again and the second time I stayed much lower, went a bit more to the right and finally up to the second bold. Much easier! Then continue traversing to the right.. and never go up until you are under the relay (I tried to go up too early a second time and.. I had to go back down!). Overall not difficult, just stay low!
  10. Continue traversing towards the right. Clipping the first 2 bolts is somehow impossible (they are very high), so be prepared to come up with some fancy moves (e.g. climb up, clip, climb down..). After the first 3 bolts the pitch becomes a bit easier.
  11. Easy and not very interesting.

Andrea on the 10th pitch


From the last relay you can rappel down (diagonally, towards the left when looking at the wall) for 40m, then down for 20m (or so), and you will find yourself at the end of the 8th pitch. From there, keep rappelling down along the route.



Sentieri Selvaggi


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Grande giornata di arrampicata  a metà Luglio con il mitico Giuseppe, insieme anche a Valeria e Laura.

Partiamo presto, prendiamo il primo impianto e siamo subito in cima alla pista Paradiso. Poi saliamo verso passo Castellaccio incrociando tanti che puntano al "Sentiero dei Fiori". Una volta in cima scendiamo dall'altra parte, nella valle Narcanello. 


La relazione dice che il sentiero è "segnalato ma in pessimo stato, comunque non pericoloso", ma in realtà diversi tratti sono molto scoscesi e di fatto bisogna mantenere sempre alta l'attenzione. Attrezziamo perfino una rapida doppia per superare un tratto di neve molto dura!


Poi finalmente arriviamo nel grande anfiteatro ai piedi della parete, dove ci aspetta ancora tanta neve (questa volta in traverso) con non poche difficoltà (sempre neve molto dura). 


Giungiamo ora alla parete, ma perdiamo quasi mezz'ora per trovare l'attacco, convinti che fosse più' vicino al lato da cui si arriva: in realtà consiglio di camminare lungo la parete (ben oltre che ciò' che ci si aspetta) finché non si vede l'evidente targa metallica pochi metri sopra al suolo.

Commenti ai tiri:

  1. La via attacca subito con qualche passo non banale (V+ secondo me), e dopo qualche passo facile ci si ritrova in un bel diedro delicato (VII).
  2. Altri passi belli e delicati (VII), con sempre ottime protezioni
  3. Un po' più' semplice (V)
  4. Forse il tiro chiave: traverso a destra con un passo tosto (VII), veramente bello (protezioni sempre ravvicinate)
  5. Facile rampa / gradoni (poche protezioni)
  6. Non difficile, ma la chiodatura inizia ad essere rarefatta
  7. Tiro lungo ma semplice, chiodatura rarefatta
  8. Lungo tiro praticamente sprotetto e difficilmente proteggibile. Le placche da risalire non sono difficili, ma di certo neanche facili. La difficoltà vera è trovare la via (e la sosta!). Libro di vetta nella nicchia dove si sosta.
  9. Bel tiro, le difficoltà aumentano un po' ma la chiodatura aiuta!
  10. Tiro breve di collegamento
  11. Forse noi siamo stati troppo a sinistra e ci siamo ritrovati a risalire facili rampe (III / IV), fino alla sosta
  12. Dalla sosta per motivi di tempo abbiamo saltato l'ultimo tiro e traversato a destra verso la cresta, da cui poi siamo scesi (non banale!) fino al passo Castellaccio. Poi giu' per la pista Paradiso (a piedi, alle 19..) e finalmente alla macchina!


La via è molto bella e i primi tiri (più' difficili e tecnici) sono attrezzati in modalità "falesia" (o quasi), con difficoltà sempre azzerabili. Dal quinto tiro in poi, pero', la via cambia tono e diventa decisamente alpinistica. Pochissimi chiodi/fix e poche anche le possibilità di proteggersi. Difficoltà non particolarmente elevate, ma run-out veramente lunghi su roccia buona ma non sempre ottima. Il problema principale potrebbe essere trovare le soste, cosa che a noi è sempre riuscita (grazie soprattutto a Giuseppe!).

Sicuramente una via che merita di essere ripetuta, anche grazie alle ottime protezioni nei passaggi difficili (che li rendono comunque superabili). Da non sottovalutare la lunghezza ed il carattere alpinistico di molti tiri!

Materiale:

 

Catinaccio! Placcomania e Via dell'Indipendenza


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Due giorni di Catinaccio con Giuseppe!

Partiamo sabato mattina: autostrada, funivia, sentiero e finalmente siamo all'attacco di Placcomania (o "Un Diavolo per Amico").

La via è piu' facile del previsto (direi IV+ con un paio di passaggi di V+), ma la proteggibilità è davvero scarsa e quindi percorriamo diverse lunghezze con pochissime protezioni. In generale le difficoltà sono contenute, ma una caduta/scivolata potrebbe costar caro. Roccia buona ma delicata.. in piu' quasi tutti i tiri sono molto lunghi (40-50 mt).



Breve descrizione delle lunghezze:

  1. Saliamo forse troppo a destra, con il senno di poi saremmo dovuti stare nella fessura erbosa a sinistra. Poi su dritti. Non difficile, ma io salgo i primi 10-15 metri senza dentro nulla..
  2. Facile, si sale per risalti
  3. Spostarsi bene a destra, poi bello spigolo.
  4. Salire e spostarsi decisamente a sinistra (sotto la parete), poi su per placca (da cercare). Non difficile, ma.. abbastanza sprotetto..
  5. Salire dritti (superando i piccoli strapiombi). Non difficile ma.. (vedi sopra..)
  6. Traversare tutto a sinistra per superare il camino. Il passo sembra difficile ma è veramente ben protetto (due chiodi) ed inoltre neppure cosi' difficile. Poi risalire per fessure, facile.
  7. Prima facile, poi fessura carina e mai difficile.
  8. Muretto, poi facile.
  9. Risalire la placconata, poi un po' a destra (ma non troppo) ed infine puntare allo spigoletto arrotondato nero (a sinistra). Superare il tettino ed uscire in placca. Passo delicato e bello, e poi salire in sosta (ultimi metri sprotetti..).

Dopo il nono tiro siamo scesi in doppia (il decimo tiro serve piu' che altro per uscire in vetta). Anche la discesa ci ha tenuti impegnati per un po', soprattutto per recuperare le corde che non perdevano occasione di incastrarsi ed intricarsi. E poi giu' per prati verso il rifugio, poco prima che arrivasse un (breve) acquazzone.

"Ficus Tremens" - Poncione di Ruino (Val Bedretto, CH)


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Always bring a proper camera..

Ski & Climb in April with Andrea in Val Bedretto. 

We leave early in the morning for a "half-day tour" (these were Andrea's words). After a couple of hours in the car we take our skies and climbing stuff and we start hiking up towards the Capanna CAS Piansecco. Finally we put our skies on for some advanced "ski touring on mixed terrain" (i.e. snow and grass).

Andrea attempting to ski (up) on mixed terrain

After 1-1.5 hour we reach the wall (Poncione di Ruino) where Andrea intends to climb the easy and trivial "Ficus Tremens", 7a+.


Image taken from here

The first pitch (6c+) is half-buried under the snow, thank God. But anyhow the second half is still challenging and not exactly an ideal warm-up.

The second pitch (6b+) is not very difficult, except for the first 3 meters, quite tough. I even try to fly the drone, however for some reasons (maybe wind? or a software problem?) it was very, very difficult to control it and especially to bring it back.. In several occasions I got afraid that the drone would fly (or fall) down to the base of the wall on his own..

The third pitch is an amazing 7a+ along a beautiful, overhanging crack with a delicate traverse at the end. Difficult, exhausting, hard. We struggle. At the end of this pitch, we decide to skip the next two (one is too easy, the last one too difficult) and we rappel down.

Not satisfied, we climb the first amazing pitch (6c+) of the route "Danielli-Pohl", a tiny, long crack that requires delicate, elegant steps.

We then put back on our skies and rapidly descend towards the car: somehow we even manage to enjoy the ride! Finally we drive back and reach Zürich at around 20, after another great half-day tour.

Climbing "Herbstwind" - Klausenpass (CH)


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Image taken from here

Quite an intense climbing route at Klausenpass (CH), with Andrea.

How to get there

From the Klausenpass hotel just go up towards the wall (follow a path at the beginning, then just go straight up). 30 min or so.

General description
  • Bolted, generally well-protected.
  • Belay stations equipped with a ring for rappelling
  • Wall facing south. However when we go there it was still partly in the shade, therefore the first pitch was for us cold and difficult!
  • Rock is generally good, maybe a bit worse in the last pitches
  • Very nice route. First pitch hard, then totally doable.
  • Descent rappelling along the wall. Easy and quick.
Pitch-by-pitch

  1. Hard! 6c+ or so. The rock was cold, we struggled. With a proper "warm up" it would have been fine and fun - I guess. Andrea leads.
  2. 6b, not really difficult. It was just a bit complicated to "read" the rock and find good holds. Still Andrea.
  3. 6b, a bit more interesting. My turn. I end up at a belay station a few meters on the left of the "right" one and when Andrea reaches me and notices the mistake he pronounces the sentence of the day "Ci siamo giocati la via" ("We fucked up the entire route" - simply because we had to spend 5 minutes extra traversing to the "right" belay station)
  4. 6b, nice pitch. Andrea leads.
  5. 6a+, my turn. Not difficult, with a nice step at the end.
  6. 6b+, Andrea. First part very easy, then one step a bit harder a few meters under the belay station.

Via Esculapio - Parete di Padaro (Arco, IT)


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Parete du Padaro (immagine presa qui)

Gran bella giornata con Giuseppe, Valeria e Laura.

Attacchiamo presto ma non troppo e ci godiamo la via grazie alle nuvole che offuscano il sole ed evitano cosi' di farci arrostire in parete. In effetti eravamo consci delle condizioni meteo (pioggia prevista alle 15) e per questo abbiamo scelto questa destinazione nonostante l'estate ormai alle porte.

Via molto bella, quasi sempre continua nelle difficoltà, attrezzata con qualche spit nei punti meno proteggibili. Numerosissimi i cordoni in via (su clessidre), quasi superflui nuts e friends. Soste attrezzate con anche anelli di calata.

Tiro per tiro:

  1. Qualche metro un po' piu' difficile, poi facile fino in sosta
  2. Bellissimo camino, non difficile e di puro piacere
  3. Placca un po' piu' difficile
  4. Bel tiro, non facilissimo: salire obliquando a sinistra, poi muretto e traverso a sinistra non banalissimo. Forse il tiro piu' impegnativo (ma non troppo).
  5. Bella (ma corta) fessura in stile misto-Dulfer, poi facile
  6. Placca, bella
  7. Continuazione della placca, piu' facile
  8. Traverso su sentiero/cengia, 15 metri verso destra
  9. Bel tiro: muretto iniziale, poi ancora qualche bel passaggio mai troppo difficile. Si arriva cosi' nel bosco soprastante, sosta su pianta.

Discesa seguendo il sentiero verso destra fino ad un terrazzino. Prima breve calata, poi discesa per bosco ripido, poi due calate (40 + 50 mt). La seconda quasi interamente nel vuoto! Al termine della seconda calata bisogna spingersi leggermente per raggiungere l'avancorpo separato di qualche metro dalla parate. Non difficile, ma sicuramente non un passo che capita tutti i giorni!

Per dettagli piu' approfonditi vedi sassbaloss.

Valley Uprising


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A must-see documentary about the incredible story of rock climbing in Yosemite.

Grigne climbing


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Grande giorno di arrampicata nelle "Grigne" (Lecco). Iniziamo l'avvicinamento alle 7 e raggiungiamo l'attacco solo 1.5h dopo (lungo..  sali e scendi.. lungo..).

Inziamo sul "Torrione Palma" con la via "Cassin" (V, V+), di cui eseguiamo le varianti piu' interessanti come riportato nelle descrizioni. Ecco un bello schizzo:



Descrizione tiro per tiro:

  1. Placca, bella e non troppo difficile. Apro io.
  2. Thomas. Ancora placca, molto bella.
  3. Io. Salgo invece di andare subito a destra. Mi perdo. Sono confuso. Poi finalmente devio a destra e trovo la via. Ora facile.
  4. Thomas. Bel tiro, V+.
  5. Di nuovo io. Scendo e vado a sinistra, ma troppo. Salgo e sono di nuovo perso su roccia friabile e un po' di vegetazione. Scendo e mi sposto a destra, poi salgo e finalmente sono in via. Che caos. Ora facile.
  6. Un altro V+ per Thomas!
  7. Apro l'ultimo tiro. Un bel passo all'inizio, poi facile fino in cima.

Dalla cima scendiamo verso il colle Garibaldi: breve tratto a piedi, poi calata di quasi 40m (forse aggirabile) e poi di nuovo a piedi. Prima del colle (indicato con segnaletica varia) si stacca una traccia sulla sinistra che porta alla base della parete nord-ovest della piramide Casati (qualche tratto attrezzato). In poco tempo raggiungiamo l'attacco di "Donna Mathilde", una bella via che risale la parete fino in cima:


Siamo un po' tirati con i tempi ma ci proviamo.

  1. Attacca Thomas. Bella placca.
  2. Vado io. Parete verticale con prese buone ma che non molla mai, quasi 30 metri non-stop senza riposo! State pronti. Direi VI o VI+.
  3. Vado ancora io. Altro tiro tosto, forse piu' del precedente. Sempre verticale, prese meno buone e solo qualche punto per riprendere fiato. Raggiunta la fessura finale la relazione propone l'uscita a sinistra, forse piu' semplice, ma la corda mi tira (e volo!). Abbandono l'idea di uscire a sinistra e salgo dritto con prese infami, finché finalmente riesco a fare l'ultimo passo ed arrivare in sosta. Direi VI+.

Che via! Fisica e di resistenza, che quasi non ti lascia riposare. 
Abbandoniamo l'ultimo tiro (breve, con forse solo un passo interessante) per riuscire a rientrare più' velocemente all'auto. Scendiamo in doppia e ripercorriamo il sentiero dell'avvicinamento sudando cospicuamente. E poi via, Thomas verso sud-est ed io a nord-ovest.

Via "Il Vecchio" (Rocca di Perti - Settore Settentrionale, Finale Ligure)


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Immagine presa da gambeinspalle

Altra grande via sportiva a Finale Ligure! Anche se non particolarmente lunga ci ha tenuti impegnati per un bel po'!

Info utili:
  • Relazione su gambeinspalla
  • Noi abbiamo seguito la via "originale" (non sapendo neppure dell'esistenza delle nuove versioni), in particolare abbiamo usato la guida "Finale Climbing" (pubblicata da Versante Sud)
  • Sulla parete sono presenti innumerevoli spit.. Quella della via "Il Vecchio" sono colorati (a mano) di rosso, e questo aiuta..!
  • Qualche commento sui tiri:
    1. Tosto! I primi passi sono impegnativi, direi 6a+ / 6b (oppure A1). L'uscita dal muro iniziale non è banale.. Poi proseguire su bella parete fino alla comoda sosta, sulla destra
    2. Traversino a sinistra poi qualche passo in diagonale (sempre a sinistra). Si raggiunge la sosta indicata nella foto come "SOSTA 2", che si puo' ignorare e proseguire in verticale per un diedrino, placca e poi fessura (molto bella). La sosta è in alto a destra, nei pressi di un albero solitario (ignorare le altre due soste che si incontrano lungo il tiro sulla sinsitra). Cosi' si raggiunge la "SOSTA 3a" della foto
    3. Muretto a sinistra (bello), poi traverso (altrettanto bello!). Si raggiungono due soste vicine (la seconda appena dietro ad un masso), nella foto "SOSTA 4a".
    4. Salire dritti, poi fessurina. Si puo' uscire a sinistra o direttamente, e si giunge cosi' alla "SOSTA 5".
    5. Noi abbiamo percorso una variante dell'originale: salire dritti dalla sosta ed affrontare la bella parete, non facile (6a / 6a+). Poi ci si ricongiunge alla via originale, si supera una breve paretina e si puo' sostare oppure proseguire direttamente sul facile fino al sentiero di uscita. Ci sono anche altre varianti.. (vedi guida).
  • Una volta in cima, seguire il sentiero verso destra (quindi salendo) e si raggiunge cosi' la vetta. Firmare il libro e poi scendere lungo il sentiero...
Bella, non banale e di soddisfazione!

Via Fivy (Bric Pianarella - Paretone, Finale Ligure)


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Splendida via sportiva sul "Paretone", a Finale Ligure, con un paio di tiri davvero belli!

Consigli utili:
  • Relazione su SassBaloss
  • Considerando la densità di itinerari sulla parete (30+), vi consiglio una guida (tipo "Finale Climbing" di Versande Sud) in modo che possiate districarvi tra i tanti chiodi (resinati) presenti..
  • In aggiunta a quanto scritto su SassBaloss, alcuni commenti sui vari tiri:
    1. L'attaco non è molto evidente, c'è solo una scritta sotto ad un albero.. Primo passo un po' piu' impegnativo, poi si risale nella vegetazione.
    2. Bello
    3. Dopo il passo strapiombante salire stando leggermente a destra, poi c'è un bel diedro ed infine ancora qualche metro verticale fino alla sosta (su comoda cengia)
    4. Tiro stupendo. Il primo passo non è impegnativo, ma le difficoltà arrivano presto! Dopo qualche metro a destra si inizia a salire (passo non facile, A0/A1 possibili) e poi si prosegue su una splendida parete verticale (nella foto qui sopra). Infine traversare a sinsitra (molto bello). La sosta è proprio sotto l'enorme tetto..
    5. Traversare a sinistra e continuare sempre a sinsitra fino al diedro aperto, che noi ovviamente non abbiamo trovato... in effetti non siamo andati abbastanza a sinistra, e appena finito il tetto siamo saliti dritti per un 6b (azzerando un po'..) fino ad un alberello, per poi uscire a sinistra verso la grotta descritta nella relazione. Con il senno di poi, e sapendo che era "solo" un 6b, rifarei lo stesso tiro verticale (molto bello, anche se richiede un po' di forza bruta).
  • Rientro: salire un po' nel bosco, poi piegare a sinistra e continuare finchè non si giunge ad un altopiano, da qui piegare e scendere verso sinistra (quindi idealmente si ritorna verso la parete).
  • Difficoltà della via: in generale quelle riportate ci sono sembrate corrette, di certo non abbondanti. Il passo difficile del quarto tiro secondo me è un 6a+, ed è forse anche il passo piu' difficile della via.
  • In generale, davvero una bella arrampicata!

Multi-pitch climbing - "Weg der Freunde" (Nauders - AU)


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Image from BergSteigen.com

Nice multi-pitch (equipped with bolts) close to Resia pass.
Once again, the amazing BergSteigen.com has all the info about the climb, including how to get there and where to park (here: 46°54'49.6"N 10°29'34.4"E).

Just some minor comments about the route:
  • To get to the starting point you will have to walk up between the trees just after the second tunnel (see description), maybe 20 meters after the exit. After a couple of minutes between the trees, you will cross in the direction of the tunnel and then up again (you will see the bolts on the wall.. there are many!).
  • The route is very well equipped. Tons of bolts everywhere, maybe even too many :)
  • We used a single 80m rope, which is enough also to abseil down. I think 70m would also be fine. The only drawback is that you have to abseil down pitch 7 and 6 separately, so you'll have to stop at the tree on the left, which is slightly out of the vertical line.
  • Overall, a nice multi-pitch, but nothing special. For us it was particularly convenient given the position (along the road) and the short approach. Good for a half-day exercise.
About the pitches:
  1. Easy, but very brittle rock that makes it a bit harder (you never know what you can trust!). I'd say 5a.
  2. All good. Still 5a-5b.
  3. This is probably the hardest pitch, a nice slab without amazing holds. Doable and nice. 5c+ or max 6a.
  4. First step slightly harder (exposed, 5c), then nice and easy (<5b)
  5. Quick and easy (<5b)
  6. First steps a bit harder (5b-5c), but totally doable, then easy. As anchor point (at the end of the pitch) you'll find a little rope around a tree on the left.
  7. Nice slab, not really hard (5c).

Spigolo delle Capre - Monte Aviolo (BS)


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Immagine tratta da PlanetMountain

Bella via in cresta per raggiungere (quasi) la vetta del monte Aviolo. Difficoltà non sostenute ma abbastanza costanti.

Descrizione
In aggiunta a quanto scritto in questa relazione:
  • Parcheggio: in località Pozzolo (Edolo, BS), coordinate GPS: 46.184324, 10.366077
  • Avvicinamento: lungo e ripido!
  • Attacco: quando uscite dalla Normale andando verso destra vi trovate ad un certo punto sotto ad un grosso canalone, con alla vostra destra (guardando la montagna) uno spigolo/parete. L'attacco è alla destra dello spigolo, quindi dovete spostarvi ancora di qualche metro..
    Coordinate GPS: 46°11'06.2"N 10°23'42.2"E (potrebbero non essere accurate!)
  • L1, L2, L3: niente da aggiungere
  • L4: la sosta si trova proprio in fondo allo parte appoggiata dello spigolo, appena prima che la pendenza cambi di nuovo. Il tiro è circa 40m.
  • L5: le placche non sono banali; noi siamo usciti a sinistra (invece che per fessura a destra) e siamo saliti lungo lo spigolo (abbastanza facile) per poi sbucare a destra in cima, in corrispondenza della sosta. Tiro di 40m.
  • L6: Non abbiamo trovato il chiodo di sosta, cosi' l'abbiamo attrezzata su spuntoni..
  • L7: Tiro corto, meno di 25m credo..
  • L8: Il diedro di IV è ben proteggibile..
  • L9, L10: belli
  • L11: Il passaggio sulla placca "all'apparenza molto liscia" è spettacolare..
  • L12: proseguire finchè si puo', poi uscire come descritto nella relazione..
  • Discesa: lunga e "sfasciumosa"..
Abbiamo percorso la via l'anno scorso ma questo post era rimasto nelle bozze... :)

Piz Ciavazes - Via Piccola Micheluzzi


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Immagine: quartogrado.com

Splendida via "dolomitica" nei pressi del passo Selva. Grado IV+ / V-, molto bella in particolare nella seconda metà.

Note:
  • Avvicinamento rapido (15-20 min), discesa un po' lunga (1-1.5 h) con anche un paio di doppie lungo il sentiero.
  • Parete molto frequentata, si potevano vedere diverse cordate a destra e sinistra (oltre che prima e dopo di noi sulla stessa via!)
  • Noi abbiamo usato la relazione dei Sassbaloss, che propongono la versione originale della via (vedi immagine sopra) con piccola variante all'attacco - diversa pero' dalla variante proposta da Quartogrado (mostrata nell'immagine qui sopra). Poichè né l'attacco della via originale né della variante "Sassbaloss" sono indicati sulla parete, abbiamo attaccato pochi metri a destra del grande camino. Da qui sono salito qualche metro, mi sono spostato a destra e poi sono dovuto scendere (grazie ad una vecchia corda fissa, 3 metri) per poi risalire un po' piu' a destra.. fino ad incrociare la cengia erbosa. In sostanza, un caos! Aurelie (seconda di cordata) è invece potuta/dovuta salire direttamente verso la cengia erbosa. Consiglierei pero' di cercare la "nuova" via, che parte molto piu' a destra (come mostrato nell'immagine sopra).
  • Avendo seguito la relazione dei Sassbaloss la nostra via si è rivelata 2 tiri piu' corta. Rispetto all'immagine qui sopra, il primo e secondo tiro sono nella traccia tratteggiata "originale", il terzo tiro è nel canale tra i numeri 3 e 5 (due tiri uniti), il 4° tra 5 e 6, e cosi' via..
  • Rispetto alla relazione dei Sassbaloss, aggiungerei le seguenti note:
    • 1° tiro: come detto sopra, un po' un caos. Consiglierei di trovare la "nuova via" come mostrata nell'immagine di Quartogrado
    • 4° tiro (nell'immagine è tra 5 e 6): dalla sosta siamo saliti verticalmente per diversi metri (15-20) fino a trovare un chiodo cementato. In questi metri si trovano dapprima facili gradoni, poi un muretto verticale con piccolo tetto non banale (VI+ o V- direi). Probabilmente seguendo la descrizione dei Sassbaloss si "aggira" il piccolo tetto.
    • 6° tiro (nell'immagine è tra 7 e 8): bello, non facile ma fattibile e discretamente proteggibile. Attenzione con le protezioni per evitare forti attriti con la corda (tiro un po' a zig-zag). Ho scoperto in seguito che si puo' risalire anche verticalmente la grande nicchia gialla (all'inizio del tiro) con difficoltà piu' sostenute (VI o VII?).
Nel complesso è una bella via, non troppo lunga e di soddisfazione.

Moonbears


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Foto credits: Ermanno Salvaterra


Fatta ieri questa bellissima via di Ermanno Salvaterra insieme ad Aurelie. Diversi tiri interessanti e non banali! 
Grado max VI°-, essendo interamente spittata userei la scala francese e direi - io personalmente - max 5c+ / 6a. 

Caratteristiche:
  • Spit frequenti  ma non esagerati
  • Tiri di media lunghezza, 11 rinvii max
  • Ottime soste (su due fix e sempre comode) con anelli per calate in doppia
  • Rientro possibile tramite sentiero (5 minuti di salita e poi 30 di discesa)
  • Tiri piu' belli ed impegnativi: 3°, 4° e 6°

Schizzo (tratto da qui):


La prima parte (in blu) consiste di due tiri in comune con altre vie presenti sulla stessa parte. Il primo tiro in blu inizia con un passo piu' impegnativo e poi prosegue con basse difficoltà fino alla sosta, nel secondo tiro in blu si percorre la facile cengia, fino all'attacco della via vera e propria (indicato sulla roccia).
Primo tiro facile, secondo piu' interessante, e poi due tiri belli e non banali risalendo il diedro. Facile il 5° tiro (III°) e poi ancora un tiro non banale (insieme al 4° sono i piu' difficili, credo). L'ultimo tiro inizia con un muretto impegnativo e poi prosegue su facili gradoni.

Mio "geo-schizzo" con link al parcheggio: