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Aluminum recycling: some ideas
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It's hard to collect aluminum when there are no dedicated bins. These should be wherever people use aluminum: in parks (specially for cans), public places (universities, hospitals, stations..), tram/bus stops, near "normal bins".. These bins should have a simple "compression system" to compress cans and other things and they should also have a (simple) GSM interface to communicate to the control station when they are full and need to be emptied.
One of Mankiw's economic principle says that "People respond to incentives". If I could collect points every time I recycle aluminum, and if with these points I could get a free weekend somewhere or a small gift, I would be (more) happy to spend a few minutes of my time to separate and collect aluminum.
It should work like this: every time I put some aluminum in its bin a very simple scale weights it, and for every gram I get 1 point. With 10.000 points I win something, and so on. Of course the amount of points and the gifts should be estimated considering actual value of new and recycled aluminum, in order not to give people the opportunity to buy aluminum and put it in the bins just to win gifts.. (Maybe aluminum bins should have small apertures so that people can't throw big pieces of aluminum)
By telling people how expensive is aluminum production and how easy it is to recycle this material, many people could be motivated to collect it separately to help environment and energy saving. The "marketing" of recycled products is important in order to raise awareness about recycling materials.
Rifugio Denza e sguardo al ghiacciaio
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Category alpinismo, ecologia, montagna
Auto ad aria compressa?
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Fonte: http://www.repubblica.it/motori/attualita/2012/06/07/news/arriva_l_auto_ad_aria-36653710/?fb_ref=s%3DshowShareBarUI%3Ap%3Dfacebook-like&fb_source=home_multiline
Dal Po' al bicchiere
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Da dove arriva l'acqua che beviamo? Dal rubinetto, mi auguro. E fino al rubinetto la strada a volte è lunga e tortuosa.. A Torino ad esempio una parte dell'acqua che usano i cittadini viene prelevata dal Po', depurata e poi spedita in rete. Tra i vari impianti di trattamento ecco qualche foto di POTRE (cioè l'impianto di trattamento del Po' numero 3), che ho visitato in giornata.
Tutto inizia con "l'opera di presa":
Category ecologia, scuola/università
Poli 2.0
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Category ecologia
Il prezzo della benzina spiegato
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"La benzina senza piombo è venduta a 1,700 euro/litro. Di tale somma ben 0,898 euro sono imposte dello Stato. Significa che 0,802 euro è il prezzo effettivo del carburante al litro.
Le imposte:
- 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935 (0,001 euro);
- 14 lire per la crisi di Suez del 1956 (0,007 euro);
- 10 lire per il disastro del Vajont del 1963 (0,005 euro);
- 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966 (0,005 euro);
- 10 lire per il terremoto del Belice del 1968 (0,005 euro);
- 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976 (0,051 euro);
- 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980 (0,039 euro);
- 205 lire per la missione in Libano del 1983 (0,106 euro);
- 22 lire per la missione in Bosnia del 1996 (0,011 euro);
- 0,020 euro (39 lire) per rinnovo contratto autoferrotranvieri 2004;
- 0,005 euro per l’acquisto di autobus ecologici nel 2005;
- 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;
- 0,040 euro per l’emergenza immigrati dovuta alla crisi libica 2011;
- 0,0089 euro per l'alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel 2011.
Sommando al totale l’imposta fabbricazione carburanti, e applicando in seguito l’IVA, si giunge alla cifra di cui sopra."
E' sempre piacevole sapere che tutte le tasse che si pagano servono a qualcosa di utile, come la guerra di Abissinia del 1935 e la missione in Libano.. e non per ripulire l'aria che respiriamo e chi ci causa così tanti problemi di salute..
Per cosa sono famosi i.. conigli?
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Un classico problema di ecologia: la dinamica delle popolazioni.
Ma questo non è solo un esercizio da testo didattico.. ma una storia vera!
"Il coniglio, quel tenero animale che amiamo dai cartoons e ci costringe ad uno slancio di tenerezza, è ormai una piaga in Australia. Giusto per fornire un dato, nel corso di sei anni, nella sola Maquarie Island, tra l' Australia e l' Antartico, il loro numero è cresciuto da 20.000 a 130.000.
Si danno da fare, i conigli. La femmina va in estro ogni 21 giorni, e visto il clima favorevole di alcune zone dell' Australia ha trovato ambiente ideale per la riproduzione tutto l'anno. La gestazione dura un mese, ed ogni femmina da alla luce dai 3 ai 14 cuccioli.
Quindi, facendo due calcoli, circa 6 parti ogni anno, dai 18 agli 84 parti ogni anno, che in sei anni fanno 504 potenziali coniglietti per ogni femmina. La previsione è molto "spinta", una femmina di coniglio non potrebbe mai sostenere questi ritmi, ma da un'idea di quanto possano figliare questi attivissimi mammiferi.
Sono un danno mostruoso per le coltivazioni, nutrendosi di tutto ciò che trovano nei campi. Non possiedono predatori naturali in grado di contenerne il numero, ed i pochi predatori in grado di cacciarlo non sono in numero tale da non costituire una forma di contenimento rilevante.
E così, dal lontano 1859, anno nel quale furono introdotti nell' ecosistema australiano i primi conigli europei (ventiquattro), nessuno sapeva che stava per produrre uno dei più grossi danni economici ed ambientali che il continente avesse mai visto.
Sir. Thomas Austin, cacciatore e membro dell' Acclimatisation Society, che si occupava di introdurre specie animali non presenti in Australia, portò sul continente 24 esemplari di coniglio per poter esercirare il suo massimo divertimento: la caccia.
In realtà, la presenza del coniglio sul suolo australiano è già nelle cronache intorno alla fine del 1700, ma il suo numero fu limitato, e erano spesso tenuti in gabbie e ne veniva limitata la riproduzione. Ma già nel 1827 un giornale della Tasmania segnalava come il numero dei conigli fosse così elevato in tutta la colonia che se ne andavano in giro in gruppi di centinaia.
Ma è a Thomas Austin che si attribuisce il merito dell'attuale infestazione da coniglio che piaga l'Australia.
Siamo ormai ad un numero tale che nonostante se ne uccidessero 2 milioni ogni anno il loro numero non appariva cambiato, anzi. Nel 1920 erano 10 miliardi [milioni, ndr],intorno al 1950 erano 600 milioni, ma grazie all' introduzione di una malattia di tipo genetico (la Myxomatosi) nei coniglio si è riusciti a "contenere" il fenomeno, giungendo ai 200-300 milioni di questi anni.
Ma a quanto pare, nemmeno la Myxomatosi è stata in grado di contenere il fenomeno, e i conigli ora crescono ad ondate stagionali che li portano ad incrementare di numero.
Ormai 6 conigli su dieci sopravvivono ormai alla malattia, e dato che il virus veniva diffuso attraverso le zanzare, negli ambienti più aridi alcune colonie di conigli non sono state colpite.
Ora ogni mezzo è lecito: caccia, trappole, reti (che vengono spesso superate con agili balzi, o buche), veleno e fuoco.
Hanno tentato con un altro virus, l' RHD (Rabbit Haemorrhagic Disease), malattia scoperta nei conigli in Cina), ma nonostante una riduzione della popolazione del 90% nei primi anni, ormai anche quel virus sembra essere diventato soltanto una brutta influenza per qui mammiferi che sembrano così piccoli ed innocui.
Oltre ad i danni provocati alla colture, si calcola che l'introduzione del coniglio in Australia abbia fatto scomparire una specie su otto, a causa dei danni provocati a piante che a volte costituiscono l'unico alimento per alcune specie.
Ora c'è una nuova speranza, trovata in Italia nel 2000: una nuova forma di calicivirus, estremamente virulento e pare estremamente efficace nello sterminio di quelle tenere creature pelose e così dannose. Si calcola che negli ultimi 13 anni, la sperimentazione del calicivirus abbia contribuito ad evitare almeno 1 miliardo di dollari di danni, e pare la strada migliore per la lotta senza tregua con il coniglio."
Category ecologia
Sempre sui rifiuti
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http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_febbraio_23/oceano_plastica_0c248af6-e1ed-11dc-abee-0003ba99c667.shtml
Penso non siano necessarie parole..
Category ecologia
Riduciamo i rifiuti.. il futuro è (anche) qui.
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http://www.riduciamoirifiuti.bs.it/gruppo/cms/riduciamo
I rifiuti.. uno dei veri problemi che prima o poi dovremo affrontare seriamente.
Category ecologia


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