One more..
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Una giornata di emozioni
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Salgo sul piccolo aereo che lentamente prende quota, e oltre all'altitudine aumenta l'ANSIA pre-lancio e le mille ipotesi di cosa potrebbe succedere.. poi l'ansia cede il posto all'ADRENALINA che raggiunge l'apice quando ci stacchiamo dall'aereo e ci lasciamo cadere nel vuoto, iniziando la discesa con un paio di pirolette involontarie per poi precipitare vertiginosamente verso terra.. un po' di PAURA che il mio istruttore non apra il paracadute in tempo e poi la TRANQUILLITA' durante la planata verso la basa, accompagnata da simpatiche spirali discendenti.
Category fun, Vacanze e turismo
Thanks Orza
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Concludo la mia esperienza nella base nautica di Orza Minore a Porto Pollo. Sette giorni in cui ho cucinato tanto (42 bocche da sfamare) imparando spesso in tempo reale nuove ricette ed esercitando con un po' di ansia le mie abilità culinarie (certamente non eccezionali!). E non solo cucina: nei giorni centrali un'alluvione ha portato mezzo metro di acqua in cantina, costringendoci a sollevare tutto e salvare elettrodomestici vari, oltre che a scavare canaline per l'acqua ed a collegare pompe trifase (spolverando nozioni di elettrotecnica..).
Il kite come al solito (ormai..) mi ha accompagnato, e (come solito) non è mai uscito dalla sua sacca, uffa. Poco vento nei momenti liberi, perfino in quest'isola nota proprio per le sue spiaggia ventose.. Ma io non demordo, e prima o poi riuscirò a sfoderare la mia splendida vela!
In base l'organizzazione mi è sembrata buona, orari ferrei e attività che si susseguivano con un buon ritmo. Staff abbastanza affiatata e posto buono per uscire in barca (vento permettendo). Il lavoro del "logista" (direi cuoco) mi è sembrato intenso e spesso impegnativo, spero che almeno abbia consolidato le mie capacità in cucina. Nel complesso penso sia un'esperienza da provare, sia per la sfida di gestire una cambusa da soli, sia per approfittare di una vacanza "a costo zero" in Sardegna (beh, se quantificassi le ore di lavoro...).
Ultima nota per un futuro giro in bici dell'isola: il breve tratto Olbia - Porto Pollo (40-50 km) è ricco di saliscendi brevi ma "spezza-ritmo", e qualcosa mi fa pensare che anche il resto dell'isola sia così..
Perché la matematica?
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Due settimane fa, l’inserto domenicale del New York Times ha pubblicato un articolo intitolato L’algebra è necessaria? A porsi la domanda non era ovviamente un matematico, o uno scienziato. Bensì, un politologo, preoccupato del fatto che ormai nelle scuole statunitensi la matematica sia diventata un ostacolo obbligatorio, che devono superare tutti coloro che poi vorranno iscriversi a qualunque tipo di corso di laurea all’università, scientifico o umanistico che sia.
Category apprendimento, nice, scuola/università
Itaca
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In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Category nice, strada, thoughts
Bici e treno verso la Sardegna
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Sono in viaggio verso Olbia dove mi attende una settimana da "logista" (e cuoco) in una scuola di vela.. Il piano è treno fino a Genova, traghetto e poi bici da Olbia a Portopollo, dove è situata la base nautica. La tratta Brescia-Milano è andata bene ed ho perfino trovato lo spazio per la bici sul treno, mentre sul treno per Genova a quanto pare ci sono delle difficoltà.. Nonostante l'ultima carrozza abbia un bel cartello con il simbolo della bici e nonostante dentro abbia uno scomparto perfetto per il mio mezzo il capotreno dice che "questo treno non porta bici". Inutili i miei gentili tentativi di fargli capire che la mia bici calzerebbe a pennello nell'apposito scomparto, così (sempre con diplomazia) ottengo un altro angolino di treno..
"Ultimo lamento.."
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"Questo è il mio secondo anno
di università e, anche se dispiace doverlo ammettere, già sento la mia
curiosità e fantasia morire lentamente e inesorabilmente. Speravo, anzi ero quasi convinto, che l'università fosse punto di riferimento
per chi volesse costruire qualcosa per il proprio futuro, in realtà sta
diventando il punto di riferimento per chi del suo
futuro ha paura; per chi preferisce non pensarci galleggiando a tempo
indeterminato e pensando che un titolo scritto su un pezzo di carta possa, come
per magia, farlo diventare pronto ad affrontare quelle responsabilità da cui
era scappato.
Mi chiedo poi a cosa serva fare dieci, dodici esami all'anno. Darò io una breve risposta. Significa concentrare la propria attenzione sul passare in fretta gli esami non
preoccupandosi se si è realmente assimilato quanto studiato. Significa non
poter approfondire nulla, studiando solo lo stretto indispensabile. Significa
bere concetti senza poter dare ad essi una forma; senza cioè avere la
possibilità di creare attorno ad un concetto un proprio ragionamento. E’ questo il punto su cui
vorrei soffermarmi.
Prima ho parlato di fantasia e curiosità perché, forse un po' ingenuamente,
pensavo che essere ingegnere volesse dire
ricercare sempre il perché delle cose, trovare soluzioni a qualsiasi
problema a partire dal ragionamento. Questo sistema di studio mi impedisce di essere curioso sopprimendo la mia voglia di
ragionare obbligandomi a cadere in una
sterile, inutile e soporifera forma di tecnicismo. Questa non è ingegneria e inviterei chi di dovere ad avere il coraggio di dare
un nuovo nome alla facoltà: Istituto Tecnico Superiore. [...]
Chiedo agli studenti di essere più maturi perché capiscano che se sono qui è
perché hanno fatto un investimento su se stessi. Chiedo ai professori di abituarsi a spingere i propri studenti a ragionare e a
chiedersi il perché delle cose.
Chiedo, sempre ai professori, di cercare di imprimere nello studente l’amore e la passione per la conoscenza. Cercate di
costruire delle persone non degli automi. Avete la fortuna di poter insegnare
che è il mestiere più importante:
non dimenticatevelo."
(trovata per caso nel web)
Category apprendimento, scuola/università, thoughts




