Questo video dell'artista Isao Hashimoto mostra in forma grafica, al ritmo di un mese al secondo, tutte le bombe nucleari fatte esplodere dal 1945 al 1998.
L'universo ha uno scopo?
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“Non ne sono sicuro. Ma chiunque esprima una risposta più definitiva a questa domanda asserisce di avere accesso a conoscenze che non hanno basi empiriche. Questo modo di pensare, sorprendentemente persistente, comune alla maggior parte delle religioni e ad alcune branche della filosofia, ha fallito pesantemente nei propri passati tentativi di capire, e pertanto predire, il funzionamento dell'universo e il nostro ruolo in esso.
Affermare che l'universo ha uno scopo implica che vi sia un risultato desiderato. Ma chi compierebbe l'atto di desiderare? E quale sarebbe questo risultato desiderato? Che le forme di vita basate sul carbonio siano inevitabili? O che dei primati senzienti siano l'acme neurologico della vita?
Ovviamente gli esseri umani non sono stati presenti per fare queste domande per il 99,9999% della storia del cosmo. Quindi se lo scopo dell'universo era creare esseri umani, allora il cosmo è stato vergognosamente inefficiente nel farlo. E se lo scopo ulteriore dell'universo era creare una culla feconda per la vita, allora il nostro ambiente cosmico ha un modo molto strano di manifestarlo. La vita sulla Terra, nel corso di oltre tre miliardi e mezzo di anni d'esistenza, è stata aggredita incessantemente dalle fonti naturali di caos, morte e distruzione. La devastazione ecologica inflitta dai vulcani, dai cambiamenti climatici, terremoti, tsunami, tempeste, e in particolare gli asteroidi-killer hanno causato l'estinzione del 99,9% di tutte le specie mai vissute qui.
E che dire della vita umana in sé? Se siete persone religiose, potreste dichiarare che lo scopo della vita è servire Dio. Ma se siete uno dei cento miliardi di batteri che vivono e lavorano in un solo centimetro del vostro intestino crasso, potreste invece affermare che lo scopo della vita umana è fornirvi un ambiente vitale buio ma idilliaco e anaerobico di materia fecale.
Pertanto, in assenza di arroganza umana, l'universo appare sempre più casuale. Ogni volta che gli eventi che si dice siano per il nostro bene sono altrettanto numerosi quanto gli altri eventi che ci ucciderebbero, l'intenzionalità risulta difficile, se non impossibile, da affermare. Quindi anche se non posso affermare di sapere con certezza se l'universo abbia o no uno scopo, le argomentazioni contrarie sono solide e percepibili da chiunque veda l'universo per quello che è e non per quello che vorrebbe che fosse.“
Neil DeGrasse Tyson
Thanks to Paolo Attivissimo
High Voltage Lab
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Wow super-mega-excting laboratorio di "High voltages"! E in effetti proprio a proposito di "alti voltaggi" abbiamo parlato, e soprattutto abbiamo "sperimentato"! Il laboratorio è huge e gli strumenti sono davvero impressionanti..
Tutto è in grande e le attrezzature sembrano davvero imponenti, oltre che perfettamente pulite e funzionanti..
In particolare il nostro "esperimento" era finalizzato a trovare la distanza minima prima che si verifichi una scarica tra una linea ad alta tensione ed un oggetto a terra.. così abbiamo caricato una linea ad "appena" 250-300 kV fino a che non si è prodotto un bel fulmine tra il cavo e una griglia metallica posta a 50 cm (che si è rivelata essere la distanza "minima"). Incredibile - per gli standard a cui ero abituato - che un'intera classe di 50 persone abbia assistito ad un esperimento così "reale" ed abbia perfino potuto interagire in qualche modo (io personalmente mi sono offerto volantario per semplici operazioni di predisposizione dell'esperimento..). Fantastico, davvero fantastico. Quanto si può imparare da un'esperienza in laboratorio..
E a proposito di cose "in grande", pochi giorni fa nell'atrio c'era un'esposizione di alianti, con tanto di raccolta adesioni per provare questo "sport" fantastico (o ovviamente ho lasciato la mia mail!)
Category apprendimento, scuola/università, Swiss life
Tren.. Italia
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L’Italia è sempre l’Italia. O meglio Tren-talia è sempre
Tren-italia.
Il rientro a casa non è mai brusco, anzi direi piuttosto che è una lenta agonia mentre il treno dopo il confine accumula minuti di ritardo, e procede lentemante verso la stazione dove la coincidenza prenotata mesi fa sta per partire, senza preoccuparsi di aspettare il treno da Zurigo. I 30 minuti di ritardo il venerdì sera ormai sono scontati, anche se certamente è curioso che la tratta Milano-Zurigo sia sempre in orario, mentre il ritorno no..
Il rientro a casa non è mai brusco, anzi direi piuttosto che è una lenta agonia mentre il treno dopo il confine accumula minuti di ritardo, e procede lentemante verso la stazione dove la coincidenza prenotata mesi fa sta per partire, senza preoccuparsi di aspettare il treno da Zurigo. I 30 minuti di ritardo il venerdì sera ormai sono scontati, anche se certamente è curioso che la tratta Milano-Zurigo sia sempre in orario, mentre il ritorno no..
Comunque i disservizi oltre il confine (in Italia) sono
notevoli, soprattutto la domenica in partenza da Brescia. Il treno è quasi
sempre affollatissimo, così pieno che qualcuno non riesce a salire, e chi sale
sa che viaggerà per un’ora in piedi.
Quando poi si compra un biglietto
(low-cost) per il frecciabianca si è perfino costretti a non utilizzarlo e a
prendere di nuovo il regionale, perchè il treno “veloce” ha già 15 minuti di
ritardo prima di arrivare a Brescia, e certamente farebbe saltare la
coincidenza da Milano.
Anche le macchinette automatiche ogni tanto lasciano a
piedi, ma complessivamente forse i servizi “tecnologici” (macchinette, sito
web, app per l’iphone) sono l’unico elemento davvero positivo (o almeno
accettabile) del nostro sistema di trasporto ferroviario.

E che la smettano di
parlare di “Trenord”, di nuove compagnie, di nuovi servizi. Belle parole per
cercare di giustificare uno spreco di soldi senza paragoni. Ancora una volta,
privatizziamo completamente il servizio. Concorrenza. Operatori stranieri.
Efficienza.
Comunque a breve lanceremo (associazione SanaMente) un
questionario di valutazione del servizio, quindi state pronti a dire la vostra.
Category economia, ferrovie, politica
Blue zones..
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A novantasette anni Stamatis Moraitis è ancora lì, a lavorare l'orto dietro casa. A coltivare frutta e verdura. A bere ogni giorno il latte di capra e il fliskouni , il tè delle montagne con foglie di menta. A farsi le sua pennichella pomeridiana. A ritrovarsi con gli amici, vecchietti arzilli pure loro, per giocare. Nel 1976, a Stamatis Moraitis, negli Usa, avevano diagnosticato un cancro ai polmoni. «I medici mi avevano dato al massimo nove mesi di vita», racconta lui al magazine del New York Times . «Ma io sono ancora qui. Loro, i dottori, sono tutti morti»... continua qui!
Category culture, società, thoughts
Grazie montagna
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Grazie montagna per avermi dato lezioni di vita,
perchè faticando ho imparato a gustare il riposo,
perchè sudando ho imparato ad apprezzare un sorso d'acqua fresca,
perchè stanco mi sono fermato e ho potuto ammirare la meraviglia di un fiore,
la libertà di un volo di uccelli,
respirare il profumo della semplicità,
perchè solo, immerso nel tuo silenzio,
mi sono visto allo specchio
e spaventato ho ammesso il mio bisogno di verità e amore,
perchè soffrendo ho assaporato la gioia della vetta,
percependo che le cose vere,
quelle che portano alla felicità, si ottengono solo con fatica,
e chi non sà soffrire mai potrà capire.
perchè faticando ho imparato a gustare il riposo,
perchè sudando ho imparato ad apprezzare un sorso d'acqua fresca,
perchè stanco mi sono fermato e ho potuto ammirare la meraviglia di un fiore,
la libertà di un volo di uccelli,
respirare il profumo della semplicità,
perchè solo, immerso nel tuo silenzio,
mi sono visto allo specchio
e spaventato ho ammesso il mio bisogno di verità e amore,
perchè soffrendo ho assaporato la gioia della vetta,
percependo che le cose vere,
quelle che portano alla felicità, si ottengono solo con fatica,
e chi non sà soffrire mai potrà capire.
Battistino Bonali
Battistino Bonali (bresciano) è stato uno scalatore di fama internazionale. A differenza di molti altri seppe accorgersi anche della estrema povertá della gente che vive ai piedi delle montagne in alcune parti del mondo, e non restó indifferente. Nel 1991 raggiunse la vetta dell'Everest in completo stile alpino (Great Gouluase). Morí tragicamente il giorno 8 agosto 1993, insieme all'amico Giandomenico Ducoli, durante la scalata alla parete Nord del Huascarán, quando ormai mancavano poche decine di metri all' uscita in vetta.
Category alpinismo, nice, strada, thoughts
Never give up.
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Gimp Monkeys from ARC'TERYX on Vimeo.
'We are climbers first, disabled second,' says Arc'teryx athlete Craig DeMartino.
'If you're a climber, you want to climb El Cap.' Gimp Monkeys follows DeMartino, Jarem Frye and Pete Davis' successful ascent of Zodiac, a 1,800-foot route on the Southeast Face of El Capitan in Yosemite National Park.
Thanks to Umberto
Category nice, sport estremi, strada, thoughts



