Problems and solutions..


.

The Difference between FOCUSING on PROBLEMS and FOCUSING on SOLUTIONS


Case # 1

When NASA began the launch of astronauts into space, they found out that the pens would not work at zero gravity (ink will not flow down to the writing surface).

Solution # 1
To solve this problem, it took them one decade and $12 million. They developed a pen that worked at zero gravity, upside down, underwater, in practically any surface including crystal and in a temperature range from below freezing to over 300 degrees Celsius.

Solution # 2
And what did the Russians do...? They used a pencil.


Case # 2

One of the most memorable case studies on Japanese management was the case of the empty soapbox, which happened in one of Japan 's biggest cosmetics companies. The company received a complaint that a consumer had bought a soapbox that was empty. Immediately the authorities isolated the problem to the assembly Line, which transported all the packaged boxes of soap to the delivery department. For some reason, one soapbox went through the assembly line empty. 
Management asked its engineers to solve the problem.

Solution # 1
Post-haste, the engineers worked hard to devise an X-ray machine with high-resolution monitors manned by two people to watch all the soapboxes that passed through the line to make sure they were not empty. No doubt, they worked hard and they worked fast but they spent a whoopee amount to do so.

Solution # 2
But when a rank-and-file employee in a small company was posed with the same problem, he did not get into complications of X-rays, etc., but instead came out with another solution. He bought a strong industrial electric fan and pointed it at the assembly line. He switched the fan on, and as each soapbox passed the fan, it simply blew the empty boxes out of the line.

Moral
  • Always look for simple solutions.
  • Devise the simplest possible solution that solves the problems.
  • Always focus on solutions and not on problems!

Thanks to Somesh

Rifugio Denza e sguardo al ghiacciaio


.

Metà Agosto è il periodo perfetto per un giretto al rifugio Denza  ed uno sguardo al panorama.. così partiamo (coppia padre-figlio + Davide) e dopo un'infinita strada sterrata (piuttosto strettina, direi) arriviamo al parcheggio ex Forte Pozzi Alti, da cui parte la rapidissima mulattiera che conduce al rifugio. Qui assistiamo ad interessanti operazioni  di "costruzioni aeree o quasi", che ci intrattengono per un po':


Poi mi stacco dal gruppo e faccio un giretto ai piedi del ghiacciaio Presanella.. anzi, ai piedi di quello che un tempo forse è stato un ghiacciaio.. oggi ne rimangono poche lacrime che piangono ingenti quantità di acqua e che presto, forse, scompariranno del tutto. 


Non so come fosse la situazione 20 o 30 anni fa, ma posso quasi scommettere che tra altrettanti anni passeggerò su queste cime senza nemmeno preoccuparmi di portare i ramponi.. Ci sarebbero tante cose da dire sullo scioglimento dei ghiacci, ma rimando ad altri post.. di fatto è un peccato, una tipologia di ambiente che stiamo perdendo.


Un po' scioccato per il poco ghiaccio visto a 3000 metri proseguo verso il Denza e con gli altri ripartiamo per il passo dei Pozzi e scendiamo nella valle (in compagnia di qualche masso che si stacca appena prima del nostro passaggio) fino al parcheggio.

Treno + bici? Meglio solo bici..


.

"La velocità e la tecnologia del treno non impediscono a Trenitalia di offrire ai clienti la possibilità di viaggiare accompagnati da un mezzo semplice, ma sempre valido per godersi l’itinerario scelto. "


Io direi piuttosto che "la scarsa lungimiranza e l'arretratezza di Trenitalia causa ai clienti diversi problemi e inconvenienti qualora decidano di trasportare un mezzo rapido, comodo e funzionale come la bicicletta".
Qualche "spiacevole" esperienza del tipo treno+bici purtroppo mi porta a dire che non solo il servizio passeggeri è spesso inammissibile, ma anche il servizio "bici al seguito" è spesso irrealizzabile. I treni non hanno spazi in cui mettere le bici, ci sono pedane o gradini molto alti per caricare e scaricare, i controllori pensano che il telaio di una MTB semi professionale si possa piegare a metà come fosse una Graziella (esperienza personale, ahimè.. a Reggio Calabria).. Insomma, inutile riempirsi la bocca (e il sito web) di belle parole, perché invece non attaccare in coda ad ogni treno un bel carro bestiame in cui ognuno può caricare quel che vuole, magari senza ridicoli supplementi sul costo del biglietto? Di certo sarebbe un grande miglioramento rispetto alla soluzione attuale. E se credete che sia un'idea stupida, in Svizzera quando in 3 abbiamo comprato il biglietto treno+bici ci hanno fatto caricare i mezzi in un vagone che hanno poi attaccato in coda al treno nel giro di 60-70 secondi. Cose dell'altro mondo..


Trenitalia, hurry up. Anzi: Trenitalia, addio. Privatizziamo tutto.

Questa università.. parte 1


.

Dopo l'articolo di Repubblica: "Università Ecco le migliori d'Italia" e soprattutto dopo 3 anni di studi all'interno di questo sistema universitario ho deciso di scrivere qualche post sul tema.. Non vorrei un giorno dimenticare come funziona davvero il sistema universitario in Italia, né vorrei dovermi sorbire discorsi di politici e pseudopolitici che elogiano il Paese e i suoi servizi (ma solo quando fa comodo a loro), quindi scrivo.

Inizio oggi, dopo l'ennesimo esame (tra l'altro l'ultimo!) e l'ennesima sensazione di frustrazione. Seguo il corso che - pur essendo assolutamente legato fenomeni reali e concreti - è prevalentemente retorico, con poche esercitazioni e pochissime applicazioni. Ed è andata già bene perché almeno una volta ogni tanto oltre a gesso e lavagna abbiamo visto che lucidi proiettati con la lavagna luminosa (no, nessun videoproiettore, non scherziamo). E se non sai cos'è una lavagna luminosa, ti stimo. Magari non lo sapessi neanche io e fossi circondato solo da schermi e lavagne digitali...

Pochi esercizi dunque.. così chiedo al docente se può darmene alcuni extra, perché purtroppo ho questa brutta idea di voler capire le cose e di non volerle studiare a memoria (modello "papera").. ma purtroppo sono solo nella mia battaglia per capire quello che studio, perché nessun altro mi sostiene e soprattutto il docente mi dice "no, no, gli esercizi non servono.. studia la teoria". Bene.

L'esame è basato su esercizi (beh, almeno questo), e ovviamente quando durante le esercitazioni fai tre esercizi del ca.. cavolo di difficoltà paragonabile a quelli che facevi alle elementari, forse non riesci ad essere così ben preparato come vorresti. E allora ti ritrovi lì a pensare a come "inventare" una soluzione, perché non hai mai visto nulla di simile prima e in qualche modo devi uscirne. E mentre inventi, oltre allo stress dell'esame hai anche una componente di rabbia e frustrazione che quasi quasi urli. Non capisci infatti che senso ha perdere 4 mesi di tempo facendo lezione se il corso non ti prepara in modo adeguato all'esame... allora cosa dovrei aver imparato?

E gli altri? Sono tutti così frustrati?
Ma no! Gli altri se la ridono.. e se la raccontano.. cioè, si raccontano l'esame, se lo scambiano, lo discutono.. peccato che l'esame dovrebbe essere "in solitaria" e tu, povero pirla, cerchi di farlo davvero da solo. E il docente ogni tanto fa finta di arrabbiarsi (senza prendere ALCUN provvedimento), e ogni tanto ignora.. (e ogni tanto collabora con i "gruppi di lavoro"..). Altra rabbia e frustrazione.

Allora consegni, sapendo che qualcosa non è corretto al 100% ma che hai fatto del tuo meglio, e soprattutto che non è colpa tua se non hai saputo fare qualcosa. Ovviamente a volte è proprio colpa tua, perché magari non hai studiato bene o non hai capito fino in fondo, ma questa volta no, perché hai studiato bene ed hai perfino perso tempo a cercare esercizi in internet, ma purtroppo non è così facile trovare il materiale giusto per prepararsi (e lezioni ed esercitazioni dovrebbero servire proprio a questo..). Consegni, dicevo. E poi guardi il compito con il docente, che ovviamente trova i tuoi errori e te ne chiede ragione, e invece di capire cosa non ti è chiaro insiste sugli errori e magari ti schernisce pure.

Beh, uno spasso. Il problema è che eliminando tutto ciò che è superfluo (la rabbia, la frustrazione, il docente che ti schernisce, gli argomenti che non hai capito fino in fondo) alla fine del corso ti rimane ben poco.. eh già, perché avendo fatto poche applicazioni ed avendo studiato "per l'esame" di certo i concetti non si sono davvero radicati nella mente... e allora a cosa è servito?

Concludo qui lo sfogo post-esame, e soprattutto lo sfogo dopo un corso davvero sciupato.. ma anche se forse dimenticherò i concetti del corso (perché non si sono fissati nella mente), non voglio dimenticare come NON dovrebbe funzionare un corso universitario. E voglio sognare un corso perfetto o quasi perfetto, a cui peraltro ho fortunatamente partecipato in passato.

Un corso di ingegneria, secondo me, non può prescindere dallo studio teorico. Ma non una teoria cruda e fine a se stessa, bensì una teoria "ragionata", che sappia scendere nei dettagli delle dimostrazioni solo per capire pienamente le applicazioni. Una teoria che giustifichi i procedimenti e che venga richiamata costantemente a verifica delle soluzioni. Senza, quindi, inutili formule mnemoniche (esami a libri aperti, ovviamente) o dimostrazioni da memorizzare passaggio per passaggio (che puntualmente si dimenticano 3 secondi dopo l'esame), ma con richiami alla realtà ed applicazioni dirette dei concetti, in modo che ci si abitui a ricercare intorno a sé l'applicazione delle leggi della fisica (o chimica, o quant'altro).

E poi.. esercizi. Santi esercizi. Applicazioni, problemi, spunti, esempi, sfide... in una parola: capire. Capire davvero ciò che si fa, come funziona, come si usa.. diventarne padroni, imparare ad usare gli strumenti (reali o matematici) concretamente, saper risolvere facilmente problemi standard e sapersi approcciare a problemi molto complessi.

Infine.. la pratica "reale", cioè il laboratorio. Gli esercizi e le applicazioni (ovviamente anche al PC, è scontato) costruiscono la capacità di risolvere il problema, il laboratorio permette un approccio "effettivo" alla realtà.. ci si rende conto che gli strumenti generano errori, che certe misure non sono affidabili come altre, che certi fenomeni sono più o meno evidenti.. insomma, provando con le proprie mani la conoscenza diventa perfetta.

Allora sì che all'esame puoi chiedermi quello che vuoi, e puoi stare sicuro che non ci saranno problemi.. Fammi pure domande per due ore, e saprò arrivare dappertutto. E a distanza di 6 mesi rifammi le stesse domande, e le risposte non saranno molto diverse...

Eh, sarebbe bello studiare per imparare. Invece per ora dobbiamo studiare per.. studiare.

Dettagli che fanno la differenza..


.

"Innumerevoli rotture di navi, ponti e serbatoi"? Oh..




Nota: "schianto" indica una rottura istantanea, non un urto contro qualcosa!

Straordinari mondi e straordinarie persone


.


Immagini da Marte.. wow.. e altro ancora qui: http://nasatech.net/GreeleyPan/

E.. a proposito di spazio, astronauti e altri mondi.. Samantha Cristoforetti - che nel 2014 andrà nello spazio - è una che spacca. E quanto spacca..
http://www.esa.int/esaHS/SEMHZJ0OWUF_astronauts_0.html

Foto delle sue attività: http://www.flickr.com/photos/astrosamantha/


E il suo addestramento..:
http://attivissimo.blogspot.it/2012/07/samantha-cristoforetti-prima-astronauta.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+Disinformatico+(Il+Disinformatico)


Quanta stima..!

Teoria di Marc Faber


.

Nel giugno 2008, quando l’amministrazione Bush studio’ un progetto per aiutare a rilanciare l’economia americana, Marc Faber scrisse nel suo bollettino mensile un commento con molto umorismo, che viene ricicciato oggi sulla rete in tempi di grande crisi: “The federal government is sending each of us a $600 rebate . If we spend that money at Wal-Mart , the money goes to China . If we spend it on gasoline it goes to the Arabs. If we buy a computer it will go to India . If we purchase fruit and vegetables it will go to Mexico , Honduras  and Guatemala . If we purchase a good car it will go to Germany . If we purchase useless crap it will go toTaiwan  and none of it will help the American economy. The only way to keep that money here at home is to spend it on prostitutes and beer, since these are the only products still produced in US. I’ve been doing my part.”

[Traduzione: “Il governo federale sta valutando di dare a ciascuno di noi una somma di 600 USD. Miei cari connanzionali americani: Se noi spendiamo quei soldi al Walt-Mart,  il denaro va in Cina. Se noi spendiamo i soldi per la benzina,  va agli arabi. Se acquistiamo un computer, il denaro va in India. Se acquistiamo frutta, i soldi vanno in Messico, Honduras e Guatemala. Se compriamo una buona macchina, i soldi andranno a finire in Germania o in Giappone. Se compriamo regalini, vanno a Taiwan, e nessun centesimo di questo denaro aiuterà l’economia americana. L’unico modo per mantenere quel denaro negli Stati Uniti è di spenderlo con puttane o birra, visto che sono gli unici due beni che si producono ancora qui. Io sto già facendo la mia parte..”]

Fonte: http://www.pensalibero.it/2012/06/la-famosa-teoria-delleconomista-faber-rilanciata-in-tempi-di-crisi/