Distanti


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"Voglio tornare in Italia, dopo tanti anni a Londra. Ho sempre detto che sarebbe successo (...) Premetto di non essere l’emigrato che sogna un’Italia che forse non è mai esistita. Anzi, ho sempre frequentato tantissimo il nostro paese. Lo dico perché non mi si opponga la storia dell’idealizzazione di qualcosa lontano.

Londra ti può uccidere piano piano. Prima ti attrae per l’anonimità, perché non ti senti osservato. Poi ti sfibra con il lavoro asettico, ti ipnotizza con il pendolarismo in metro, le distanze ed il cielo grigio, con gli sguardi così obliqui e le parole senza vibrazioni. Ti anestetizza e credi che quello sia l’unico modo di vivere. Infine scopri che l’anonimità e la libertà nascondono spesso una carenza di un’ideale di società (condivisibile o no), un difetto di ‘credo’ ed emozioni forti che si confonde con la dovuta tolleranza. E quando hai figli, incominci a pensare. Perché io credo nel tramandare la propria cultura, i propri princìpi e valori, nel mostrare loro una strada: io sono parziale, perché sto dalla parte di ciò in cui credo

(...) Non importa che la cultura italiana sia più bella, mi basta sia unica e nostra. Essere italiano è una risorsa che mi ha aiutato tantissimo, ma è un bene intangibile che si acquisisce lentamente, con le amicizie, i ricordi, un patrimonio comune di film guardati, canzoni cantate. È questo che voglio tramandare ai miei figli. Vorrei per loro la luce, un’estate lunga, la presenza e gli affetti della famiglia allargata, il vivere la socialità all’aperto. Andare in motorino. Non sono luoghi comuni, è vita reale. Le onde e le montagne, il cielo azzurro e le stelle di San Lorenzo, il vento tiepido d’estate con il suo senso di fibrillazione, quella signora che in un giorno torrido mi offrì un bicchiere d’acqua. (...) Ma per adesso, ogni giorno se ne va un piccolo pezzo di me."

The 4 D's of productivity


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Image from www.3cubed.com.au

Yet another idea from "The Success Principles" (Jack Canfield)

Atom (editor) crashing


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How about safe mode?


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Thanks to 
mjstenbe

Incentives


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"Economics" (N. Gregory Mankiw, Mark P. Taylor)

How to study a book


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"Economics" (N. Gregory Mankiw, Mark P. Taylor)

Ferrata F. Susatti (Cima Capi) e Ferrata delle Gallerie (Cima Rocca)


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Foto presa da qui

Bellissimo percorso che parte da Riva del Garda e prosegue dapprima lungo la splendida strada del Ponale e poi su per i versanti impervi della valle dello Sperone. Si prosegue lungo la ferrata Susatti fino a Cima Capi, poi brevemente in discesa/piano fino al bivacco Arcioni e poi lungo la "ferrata delle Gallerie", attraverso tre splendidi tunnel scavati nella roccia fino a cima Rocca. Poi la lunga discesa per rientrare a Riva.

Alcune note:
  • Tutte le informazioni dettagliate sono in questo sito
  • Le ferrate non sono impegnative né particolarmente esposte
  • In generale non c'è acqua in nessun punto del percorso, si puo' trovare qualcosa al bivacco (in teoria non potabile perchè raccolta dal tetto in una cisterna, io pero' non ho avuto problemi) o lungo la discesa presso una cisterna (che pero' nel nostro caso era vuota). Portarsi piu' di due/tre litri a testa (specialmente quando splende il sole).
  • Giro molto bello e abbastanza lungo. 8h con passo tranquillo.
  • Panorami splendidi, nonchè decine di postazioni della guerra ancora intatte (tra cui le gallerie)



Via "Il Vecchio" (Rocca di Perti - Settore Settentrionale, Finale Ligure)


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Immagine presa da gambeinspalle

Altra grande via sportiva a Finale Ligure! Anche se non particolarmente lunga ci ha tenuti impegnati per un bel po'!

Info utili:
  • Relazione su gambeinspalla
  • Noi abbiamo seguito la via "originale" (non sapendo neppure dell'esistenza delle nuove versioni), in particolare abbiamo usato la guida "Finale Climbing" (pubblicata da Versante Sud)
  • Sulla parete sono presenti innumerevoli spit.. Quella della via "Il Vecchio" sono colorati (a mano) di rosso, e questo aiuta..!
  • Qualche commento sui tiri:
    1. Tosto! I primi passi sono impegnativi, direi 6a+ / 6b (oppure A1). L'uscita dal muro iniziale non è banale.. Poi proseguire su bella parete fino alla comoda sosta, sulla destra
    2. Traversino a sinistra poi qualche passo in diagonale (sempre a sinistra). Si raggiunge la sosta indicata nella foto come "SOSTA 2", che si puo' ignorare e proseguire in verticale per un diedrino, placca e poi fessura (molto bella). La sosta è in alto a destra, nei pressi di un albero solitario (ignorare le altre due soste che si incontrano lungo il tiro sulla sinsitra). Cosi' si raggiunge la "SOSTA 3a" della foto
    3. Muretto a sinistra (bello), poi traverso (altrettanto bello!). Si raggiungono due soste vicine (la seconda appena dietro ad un masso), nella foto "SOSTA 4a".
    4. Salire dritti, poi fessurina. Si puo' uscire a sinistra o direttamente, e si giunge cosi' alla "SOSTA 5".
    5. Noi abbiamo percorso una variante dell'originale: salire dritti dalla sosta ed affrontare la bella parete, non facile (6a / 6a+). Poi ci si ricongiunge alla via originale, si supera una breve paretina e si puo' sostare oppure proseguire direttamente sul facile fino al sentiero di uscita. Ci sono anche altre varianti.. (vedi guida).
  • Una volta in cima, seguire il sentiero verso destra (quindi salendo) e si raggiunge cosi' la vetta. Firmare il libro e poi scendere lungo il sentiero...
Bella, non banale e di soddisfazione!