"Dovete rifare la storia dell'Italia.."


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"Studenti: non posso lasciare l'ufficio del Rettore dell'Università di Padova senza rivolgervi un ultimo appello. Una generazione di uomini ha distrutto la vostra giovinezza e la vostra patria. Traditi dalla frode, dalla violenza, dall'ignavia, dalla servilità criminosa, voi insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell'Italia e costituire il popolo italiano.

Non frugate nelle memorie o nei nascondigli del passato i soli responsabili di episodi delittuosi; dietro ai sicari c'è tutta una moltitudine che quei delitti ha voluto e ha coperto con il silenzio e la codarda rassegnazione; c'è tutta la classe dirigente italiana sospinta dalla inettitudine e dalla colpa verso la sua totale rovina.

Per la fede che vi illumina, per lo sdegno che vi accende, non lasciate che l'oppressore disponga della vostra vita, fate risorgere i vostri battaglioni, liberate l'Italia dalla schiavitù e dall'ignominia, aggiungete al labaro della vostra Università la gloria di una nuova più grande decorazione in questa battaglia suprema per la giustizia e per la pace nel mondo."

Concetto Marchesi, 1 Dicembre 1943

La saggezza dei libri


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Con sapienza raccogli quanto vi è di utile
ed evita con giudizio il danno.
Imita l'operato dell'ape saggia,
che si va a posare su tutti i fiori
e con competenza da ognuno
sugge il buono, avendo la natura
stessa per maestra.

Tu, con ponderazione, cogli in abbondanza
ciò che è utile, se però qualcosa ti fa male,
consapevole del danno, subito vola via.
La mente per gli uomini è un'ala veloce.

In questo senso quanto è stato scritto
per esaltare la stessa virtù e all'opposto
per biasimare il vizio, questo devi imparare
con cura, custodendone il significato
e l'eleganza dell'espressione.


Thanks to Teresa

Arduino – LCD I2C Serial Controller (Funduino)


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Semplicemente una nota tecnica per chi – come me – ha acquistato un serial controller chiamato “1602LCD Display IIC/I2C/TWI/SP I Serial Interface Board Module (Funduino)” su ebay, e non è riuscito a farlo funzionare “al volo”.


Ebbene dopo diversi tentativi e (troppo) tempo perso finalmente ho trovato la soluzione per farlo funzionare. Il basso costo del componente (il più economico su ebay) si riflette su tutto il tempo speso a causa dell’assenza di documentazione di qualsiasi tipo (nessun manuale, nessun datasheet, nessuno sketch di esempio sulla pagina ebay..)

Istruzioni:

  1. Saldate tutti i connettori e controllatene la resistività per essere sicuri che la saldatura sia efficacie. Sembra banale ma un pessimo saldatore come me ce ne ha messo un po’ prima di ottenere un risultato decente (anche se esteticamente terribile..)
  2. Scaricate la libreria “Liquid Cristal” da qui
  3. Scaricate un “I2C Address finder” (da qualche sito, purtroppo non ho più il link) e cercate l’indirizzo del display.. il mio è 0x27
  4. Infine, ecco lo sketch... la parte più importante è la definizione delle costanti (pin), che più essere diversa a seconda del serial controller.. (questa funziona con il mio Funduino)

#include <Wire.h>
#include <LCD.h>
#include <LiquidCrystal_I2C.h>  // F Malpartida's NewLiquidCrystal library

#define I2C_ADDR    0x27  // Define I2C Address 
#define BACKLIGHT_PIN  7
#define En_pin  4
#define Rw_pin  5
#define Rs_pin  6
#define D4_pin  0
#define D5_pin  1
#define D6_pin  2
#define D7_pin  3
#define  LED_OFF  0
#define  LED_ON  1

LiquidCrystal_I2C  lcd(I2C_ADDR,En_pin,Rw_pin,Rs_pin,D4_pin,D5_pin,D6_pin,D7_pin);

void setup()  
{
lcd.begin (16,2);
lcd.setBacklightPin(BACKLIGHT_PIN, NEGATIVE);
lcd.setBacklight(LED_ON);
}

void loop()
{
lcd.clear();
delay(1000);
lcd.home();
lcd.backlight(); 
lcd.setCursor(0,0); //Start at character 0 on line 0
lcd.print("Hello, world!");
delay(1000);
lcd.setCursor(0,1); //Start at character 0 on line 1
lcd.print("16 by 2 Display");
delay(8000);
}

Source: http://forum.arduino.cc/index.php?topic=158312.0

Flying


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Qualche giorno di (meritata) vacanza dopo settimane di duro lavoro.. ormai i lavori per la nostra prossima "centrale" stanno per iniziare, parliamo ormai di rilievi GPS e posizionamento dei primi supporti.. diversi componenti sono già in viaggio verso l'Australia, tra poco costruiremo la fabbrica dove assembleremo gli "specchi" e diversi altri componenti sono in lavorazione in Cina.. Continuano i disegni CAD, le simulazioni, i dimensionamenti di tubi e valvole.. e tra l'altro qualche giorno fa ho presentato il mio primo "disegno ufficiale" di un supporto ideato e progettato da me, che sta per essere costruito da un'azienda del posto.. nulla di speciale, anche se quando si tratta di costruire qualcosa "per davvero" tutto diventa più complesso e si procede con i piedi di piombo.. ora spero solo che il mio supporto svolga la funzione per cui l'ho progettato e si comporti esattamente come previsto dalle mie simulazioni ed elementi finiti...

Ma ora sono in vacanza, finalmente! Una decina di giorni dal venerdì prima di Pasqua alla domenica successiva. E quale occasione migliore per spostarmi a Manilla con un collega ed immergermi nel mondo del volo libero! Il mio amico è un pilota e vola autonomamente, io nel frattempo guardo, ammiro, sogno e un po' mi dispero perché non posso ancora fare il corso e diventare pilota.. essendo cittadino Italiano infatti se facessi il corso qui in Italia non sarebbe riconosciuto (sempre cara mi fu questa amata burocrazia), così ho deciso di aspettare fino al rientro..

Non ho perso l'occasione però per fare un volo in tandem oggi, e come previsto è stato proprio magnifico.. dal decollo, che avviene quasi in modo inaspettato (la vela semplicemente ti solleva dal suolo), al volo lungo la cresta, col vento che spinge in alto e fa guadagnare quota in pochi secondi.. e poi lo stupore di trovarsi dentro ad una corrente termica, guadagnando metri ogni secondo accompagnati dal "bip bip" del variometro che segnala l'ascensione.. La vela risponde lentamente ai comandi, lo "scarroccio" è notevole anche se comunque si controlla abbastanza bene.. Voliamo per quasi un'ora e poi dolcemente scendiamo al suolo ed atterriamo in un attimo nello stesso posto in cui siamo partiti.

Il volo in tandem non poteva che confermare (e rinforzare) la mia voglia di volare in autonomia, ormai è il mio goal per la prossima estate e sicuramente un'attività che porterò avanti per un po' (almeno spero).. ma in questi giorni ho riscoperto anche il fascino del deltaplano, che per qualche ignota ragione ho sempre un po' "snobbato".. nonostante l'attrezzatura sia pesante, ingombrante, trasportabile solo in auto e costosa, devo dire che.. quando ho visto decollare e volare alcuni piloti in deltaplano ho avuto i brividi, in un misto di paura (attaccati ad una vela rigida?) ed euforia.. e vederli ondeggiare nel cielo e sfrecciare rapidi da un punto all'altro mi ha semplicemente fatto innamorare di questa disciplina, che per ora rimane solo un progetto a lunga scadenza, ma che un giorno sicuramente concretizzerò (il motivo principale è che il parapendio è trasportabile a piedi ed in bicicletta, e per i prossimi anni voglio avere questa libertà di spostamento).

Ancora qualche giorno in questa oasi di piloti, dove in ogni momento si parla di meteo, lift, vele, distanze.. domenica rientrerò nella "magica" Forbes, dove mi aspetta tanto lavoro, qualche canguro e molto altro.

Lo sguardo del matematico


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L’artista, il musicista e il poeta percepiscono le meraviglie del mondo attorno a sé, raffigurandole e trasfigurandole nelle loro opere. Osservano i variopinti colori dei fiori nei prati, riproducendoli in tele realiste o impressioniste. Ascoltano i gorgheggianti canti degli uccelli, riverberandoli in composizioni pastorali. Guardano oltre una siepe, fingendosi sovrumani silenzi e profondissima quiete. Osservano la danza della graziosa e silenziosa Luna, domandandosi che ci fa in cielo. 

I loro sensi raffinati e le loro sensibilità affinate li candidano ad essere l’avanguardia emotiva di tutti noi, più poveri di spirito, che li eleggiamo a interpreti spirituali dell’umanità. Le loro tele sono esposte nei musei, le loro musiche risuonano nelle sale di concerto, i loro versi sono recitati sui palcoscenici e citati nelle conversazioni. I loro nomi, le loro vite e le loro opere costituiscono la storia della Cultura Universale, e saturano le biblioteche, le librerie e gli spazi culturali dei giornali, delle radio e delle televisioni. 

The rest is dross, “il resto è scoria”, cantava uno dei loro massimi interpreti. Eppure, ci sono molte più cose in cielo e in terra di quante se ne sognino la poesia, la musica e l’arte. Queste cose non sono percepibili con i sensi e la sensibilità dell’umanesimo, e richiedono l’affinamento di un pensiero e di un linguaggio tanto raffinati, che “intender non li può chi non li prova”. Ne ebbe sentore lo stesso Dante, che arrivato al cospetto di Dio fu costretto a deporre le proprie penne, e a dichiarare il venir meno della propria pur alta fantasia. 

E’ proprio quando si passa dalle opere del creato ai pensieri di un metaforico Creatore, che l’umanesimo finisce e inizia la matematica. Ma rispetto all’artista, al musicista o al poeta, il matematico va oltre, e non altrove. E la sua visione del mondo non sottrae bellezza alla descrizione dell’umanista, ma gliene aggiunge. Perché la bellezza c’è a tutti i livelli della Natura, dal microcosmo al macrocosmo: non solo al livello antropico, al quale siamo tutti abituati e allertati, ma che rimane marginale e secondario rispetto al tutto. 

Ad esempio, quando il matematico osserva un fiore, dietro al numero dei suoi petali nota la successione di Fibonacci e la proporzione aurea alla quale essa tende. Dietro ai suoi colori, riconosce le lunghezze e le frequenze di velocissime onde luminose. Dietro alle infinite gradazioni della tavolozza della Natura o del pittore, isola le tre lunghezze corrispondenti ai tre colori fondamentali intercettati dai tre tipi di coni della retina dei nostri occhi. Dietro alla “luce visibile”, identifica la piccola finestra aperta dalla nostra vista sullo spettro elettromagnetico, e ne riconosce molte altre aperte dalla scienza del Novecento, dalle onde radio alle microonde ai raggi X. 

E poi, quando il matematico ascolta il canto di un uccello, dietro alla sua altezza e al suo volume riconosce la lunghezza e l’ampiezza di più lente onde sonore. Dietro al suo timbro, isola i suoni puri delle componenti armoniche, esattamente come fa l’orecchio attraverso la complessa struttura del timpano. E condensando le informazioni di ciascuna armonica in tre soli numeri, corrispondenti alla lunghezza, l’ampiezza e la fase della rispettiva onda, può approssimare le caratteristiche di ciascun suono mediante liste di terne di numeri, che vengono scritte digitalmente nei compact disk e rilette acusticamente dai lettori CD. 

E ancora, quando il matematico guarda agli andirivieni palesemente errabondi della Luna e dei pianeti, vi scorge l’effetto della regolarità nascosta di moti di cerchi su cerchi su cerchi. E descrive la sovrapposizione di questi moti nello stesso modo in cui descrive la sovrapposizione delle armoniche dei suoni, scoprendo e confermando il potere unificatore del linguaggio astratto delle formule.

Naturalmente, questi non sono che esempi dello sguardo del matematico sul mondo, che si estende a ogni branca del sapere, da quelle frequentate dal pittore, dal musicista o dal poeta, a quelle praticate dal teologo, dal filosofo e dal politico. L’intera scolastica, ad esempio, fu un tentativo di affrontare il discorso su Dio dal punto di vista razionale della logica. La filosofia moderna iniziò con un Discorso sul metodo, che identificava appunto nella matematica il modello da seguire per fare discorsi chiari e distinti. E la politica alta, purificata dai bassi interessi, si affida a numeri, curve e teoremi per risolvere problemi che vanno dalle leggi elettorali alle scelte decisionali. 

Overseas


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Quote rosa?


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(...) Ora, però, almeno una parola vorrei dirla a proposito del “fondamentale” problema politico che si è dibattuto in occasione della ricorrenza dell’8 marzo: le “quote rosa”, in politica in generale, e alle prossime elezioni in particolare. Problema che è ovviamente mal posto, perché ci sarebbe un modo semplicissimo e democratico per risolverlo: una legge elettorale proporzionale e con le preferenze, con liste di candidati equamente divise a metà per sessi. 

Poiché invece ci si appresta a varare una legge truffa, e forse anche incostituzionale, maggioritaria e con le liste bloccate, il problema diventa costringere i potentati dei partiti ad alternare uomini e donne nelle loro liste, visto che i candidati saranno eletti nell’ordine in cui vengono presentati.

Ma la prima soluzione sarebbe democratica, perché permetterebbe all’elettorato femminile di eleggere candidati femmine, se così desiderano, decidendo se vogliono effettivamente un parlamento che rispecchi nella sua composizione la statistica dei sessi. La seconda soluzione è invece autoritaria, perché impone a tutto l’elettorato di eleggere candidati che sono stati imposti, uomini o donne che siano, e di accontentarsi del fatto che siano per metà di un sesso, e per metà dell’altro. 

Ma da quando il sesso è una caratteristica rilevante in certi lavori, compreso quello parlamentare? E perché mai dovrebbe essere rilevante il sesso e non, per esempio, la fede religiosa? Perché non imporre “quote atee” del 15 per 100, che rispecchino la percentuale dei non credenti in Italia, invece di avere sempre un Parlamento baciapile e in ginocchio? O “quote culturali”, che impediscano che in Parlamento sieda una totalità di analfabeti scientifici, pronti a votare all’unanimità a favore della sperimentazione di truffe quali il metodo Stamina? 

(...) Le “quote rosa”, dovunque si richiedano, non sono femministe, ma sessiste. Chiedono e pretendono che una donna sia scelta per il suo sesso, e non per le sue qualità. E tra l’altro, le donne in politica spesso non sono affatto diverse dagli uomini, e fanno esattamente la loro stessa politica. La Thatcher era una donna e una scienziata, ma non governava diversamente da Reagan, che era un uomo e un attore. Il problema, allora come ora, non era avere una donna a Downing Street, ma avere un governante che evitasse i disastri del liberismo sfrenato e selvaggio. 

Le femministe degli anni ’70 ce l’hanno insegnato: le donne dovrebbero cercare di andare al potere per proporre una visione del mondo femminile, contrapposta a quella imperante maschile. Le sessiste del giorno d’oggi non l’hanno imparato, e vogliono andare al potere per continuare a proporre l’antiquata visione maschile del mondo: refrattarietà alla satira compresa, anche se fatta da una donna su una donna. Ma quale delle due giovani donne è stata sessista, in questo caso, e quale discriminata? 

Fonte: Odifreddi