Flying


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Qualche giorno di (meritata) vacanza dopo settimane di duro lavoro.. ormai i lavori per la nostra prossima "centrale" stanno per iniziare, parliamo ormai di rilievi GPS e posizionamento dei primi supporti.. diversi componenti sono già in viaggio verso l'Australia, tra poco costruiremo la fabbrica dove assembleremo gli "specchi" e diversi altri componenti sono in lavorazione in Cina.. Continuano i disegni CAD, le simulazioni, i dimensionamenti di tubi e valvole.. e tra l'altro qualche giorno fa ho presentato il mio primo "disegno ufficiale" di un supporto ideato e progettato da me, che sta per essere costruito da un'azienda del posto.. nulla di speciale, anche se quando si tratta di costruire qualcosa "per davvero" tutto diventa più complesso e si procede con i piedi di piombo.. ora spero solo che il mio supporto svolga la funzione per cui l'ho progettato e si comporti esattamente come previsto dalle mie simulazioni ed elementi finiti...

Ma ora sono in vacanza, finalmente! Una decina di giorni dal venerdì prima di Pasqua alla domenica successiva. E quale occasione migliore per spostarmi a Manilla con un collega ed immergermi nel mondo del volo libero! Il mio amico è un pilota e vola autonomamente, io nel frattempo guardo, ammiro, sogno e un po' mi dispero perché non posso ancora fare il corso e diventare pilota.. essendo cittadino Italiano infatti se facessi il corso qui in Italia non sarebbe riconosciuto (sempre cara mi fu questa amata burocrazia), così ho deciso di aspettare fino al rientro..

Non ho perso l'occasione però per fare un volo in tandem oggi, e come previsto è stato proprio magnifico.. dal decollo, che avviene quasi in modo inaspettato (la vela semplicemente ti solleva dal suolo), al volo lungo la cresta, col vento che spinge in alto e fa guadagnare quota in pochi secondi.. e poi lo stupore di trovarsi dentro ad una corrente termica, guadagnando metri ogni secondo accompagnati dal "bip bip" del variometro che segnala l'ascensione.. La vela risponde lentamente ai comandi, lo "scarroccio" è notevole anche se comunque si controlla abbastanza bene.. Voliamo per quasi un'ora e poi dolcemente scendiamo al suolo ed atterriamo in un attimo nello stesso posto in cui siamo partiti.

Il volo in tandem non poteva che confermare (e rinforzare) la mia voglia di volare in autonomia, ormai è il mio goal per la prossima estate e sicuramente un'attività che porterò avanti per un po' (almeno spero).. ma in questi giorni ho riscoperto anche il fascino del deltaplano, che per qualche ignota ragione ho sempre un po' "snobbato".. nonostante l'attrezzatura sia pesante, ingombrante, trasportabile solo in auto e costosa, devo dire che.. quando ho visto decollare e volare alcuni piloti in deltaplano ho avuto i brividi, in un misto di paura (attaccati ad una vela rigida?) ed euforia.. e vederli ondeggiare nel cielo e sfrecciare rapidi da un punto all'altro mi ha semplicemente fatto innamorare di questa disciplina, che per ora rimane solo un progetto a lunga scadenza, ma che un giorno sicuramente concretizzerò (il motivo principale è che il parapendio è trasportabile a piedi ed in bicicletta, e per i prossimi anni voglio avere questa libertà di spostamento).

Ancora qualche giorno in questa oasi di piloti, dove in ogni momento si parla di meteo, lift, vele, distanze.. domenica rientrerò nella "magica" Forbes, dove mi aspetta tanto lavoro, qualche canguro e molto altro.

Lo sguardo del matematico


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L’artista, il musicista e il poeta percepiscono le meraviglie del mondo attorno a sé, raffigurandole e trasfigurandole nelle loro opere. Osservano i variopinti colori dei fiori nei prati, riproducendoli in tele realiste o impressioniste. Ascoltano i gorgheggianti canti degli uccelli, riverberandoli in composizioni pastorali. Guardano oltre una siepe, fingendosi sovrumani silenzi e profondissima quiete. Osservano la danza della graziosa e silenziosa Luna, domandandosi che ci fa in cielo. 

I loro sensi raffinati e le loro sensibilità affinate li candidano ad essere l’avanguardia emotiva di tutti noi, più poveri di spirito, che li eleggiamo a interpreti spirituali dell’umanità. Le loro tele sono esposte nei musei, le loro musiche risuonano nelle sale di concerto, i loro versi sono recitati sui palcoscenici e citati nelle conversazioni. I loro nomi, le loro vite e le loro opere costituiscono la storia della Cultura Universale, e saturano le biblioteche, le librerie e gli spazi culturali dei giornali, delle radio e delle televisioni. 

The rest is dross, “il resto è scoria”, cantava uno dei loro massimi interpreti. Eppure, ci sono molte più cose in cielo e in terra di quante se ne sognino la poesia, la musica e l’arte. Queste cose non sono percepibili con i sensi e la sensibilità dell’umanesimo, e richiedono l’affinamento di un pensiero e di un linguaggio tanto raffinati, che “intender non li può chi non li prova”. Ne ebbe sentore lo stesso Dante, che arrivato al cospetto di Dio fu costretto a deporre le proprie penne, e a dichiarare il venir meno della propria pur alta fantasia. 

E’ proprio quando si passa dalle opere del creato ai pensieri di un metaforico Creatore, che l’umanesimo finisce e inizia la matematica. Ma rispetto all’artista, al musicista o al poeta, il matematico va oltre, e non altrove. E la sua visione del mondo non sottrae bellezza alla descrizione dell’umanista, ma gliene aggiunge. Perché la bellezza c’è a tutti i livelli della Natura, dal microcosmo al macrocosmo: non solo al livello antropico, al quale siamo tutti abituati e allertati, ma che rimane marginale e secondario rispetto al tutto. 

Ad esempio, quando il matematico osserva un fiore, dietro al numero dei suoi petali nota la successione di Fibonacci e la proporzione aurea alla quale essa tende. Dietro ai suoi colori, riconosce le lunghezze e le frequenze di velocissime onde luminose. Dietro alle infinite gradazioni della tavolozza della Natura o del pittore, isola le tre lunghezze corrispondenti ai tre colori fondamentali intercettati dai tre tipi di coni della retina dei nostri occhi. Dietro alla “luce visibile”, identifica la piccola finestra aperta dalla nostra vista sullo spettro elettromagnetico, e ne riconosce molte altre aperte dalla scienza del Novecento, dalle onde radio alle microonde ai raggi X. 

E poi, quando il matematico ascolta il canto di un uccello, dietro alla sua altezza e al suo volume riconosce la lunghezza e l’ampiezza di più lente onde sonore. Dietro al suo timbro, isola i suoni puri delle componenti armoniche, esattamente come fa l’orecchio attraverso la complessa struttura del timpano. E condensando le informazioni di ciascuna armonica in tre soli numeri, corrispondenti alla lunghezza, l’ampiezza e la fase della rispettiva onda, può approssimare le caratteristiche di ciascun suono mediante liste di terne di numeri, che vengono scritte digitalmente nei compact disk e rilette acusticamente dai lettori CD. 

E ancora, quando il matematico guarda agli andirivieni palesemente errabondi della Luna e dei pianeti, vi scorge l’effetto della regolarità nascosta di moti di cerchi su cerchi su cerchi. E descrive la sovrapposizione di questi moti nello stesso modo in cui descrive la sovrapposizione delle armoniche dei suoni, scoprendo e confermando il potere unificatore del linguaggio astratto delle formule.

Naturalmente, questi non sono che esempi dello sguardo del matematico sul mondo, che si estende a ogni branca del sapere, da quelle frequentate dal pittore, dal musicista o dal poeta, a quelle praticate dal teologo, dal filosofo e dal politico. L’intera scolastica, ad esempio, fu un tentativo di affrontare il discorso su Dio dal punto di vista razionale della logica. La filosofia moderna iniziò con un Discorso sul metodo, che identificava appunto nella matematica il modello da seguire per fare discorsi chiari e distinti. E la politica alta, purificata dai bassi interessi, si affida a numeri, curve e teoremi per risolvere problemi che vanno dalle leggi elettorali alle scelte decisionali. 

Overseas


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Quote rosa?


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(...) Ora, però, almeno una parola vorrei dirla a proposito del “fondamentale” problema politico che si è dibattuto in occasione della ricorrenza dell’8 marzo: le “quote rosa”, in politica in generale, e alle prossime elezioni in particolare. Problema che è ovviamente mal posto, perché ci sarebbe un modo semplicissimo e democratico per risolverlo: una legge elettorale proporzionale e con le preferenze, con liste di candidati equamente divise a metà per sessi. 

Poiché invece ci si appresta a varare una legge truffa, e forse anche incostituzionale, maggioritaria e con le liste bloccate, il problema diventa costringere i potentati dei partiti ad alternare uomini e donne nelle loro liste, visto che i candidati saranno eletti nell’ordine in cui vengono presentati.

Ma la prima soluzione sarebbe democratica, perché permetterebbe all’elettorato femminile di eleggere candidati femmine, se così desiderano, decidendo se vogliono effettivamente un parlamento che rispecchi nella sua composizione la statistica dei sessi. La seconda soluzione è invece autoritaria, perché impone a tutto l’elettorato di eleggere candidati che sono stati imposti, uomini o donne che siano, e di accontentarsi del fatto che siano per metà di un sesso, e per metà dell’altro. 

Ma da quando il sesso è una caratteristica rilevante in certi lavori, compreso quello parlamentare? E perché mai dovrebbe essere rilevante il sesso e non, per esempio, la fede religiosa? Perché non imporre “quote atee” del 15 per 100, che rispecchino la percentuale dei non credenti in Italia, invece di avere sempre un Parlamento baciapile e in ginocchio? O “quote culturali”, che impediscano che in Parlamento sieda una totalità di analfabeti scientifici, pronti a votare all’unanimità a favore della sperimentazione di truffe quali il metodo Stamina? 

(...) Le “quote rosa”, dovunque si richiedano, non sono femministe, ma sessiste. Chiedono e pretendono che una donna sia scelta per il suo sesso, e non per le sue qualità. E tra l’altro, le donne in politica spesso non sono affatto diverse dagli uomini, e fanno esattamente la loro stessa politica. La Thatcher era una donna e una scienziata, ma non governava diversamente da Reagan, che era un uomo e un attore. Il problema, allora come ora, non era avere una donna a Downing Street, ma avere un governante che evitasse i disastri del liberismo sfrenato e selvaggio. 

Le femministe degli anni ’70 ce l’hanno insegnato: le donne dovrebbero cercare di andare al potere per proporre una visione del mondo femminile, contrapposta a quella imperante maschile. Le sessiste del giorno d’oggi non l’hanno imparato, e vogliono andare al potere per continuare a proporre l’antiquata visione maschile del mondo: refrattarietà alla satira compresa, anche se fatta da una donna su una donna. Ma quale delle due giovani donne è stata sessista, in questo caso, e quale discriminata? 

Fonte: Odifreddi

Great Ocean Road


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Sono appena rientrato da cinque giorni sulla Great Ocean Road, lungo la costa tra Melbourne ed Adelaide, nel sud dell'Australia! Partenza lunedì mattina, e subito tappa a caccia di cascate e foreste.. e poi continuiamo lungo il famoso itinerario fermandoci nei piccoli paesi (un po' affollati!) e specialmente nelle immancabili attrazioni che rendono questa strada affascinante e forse imperdibile..



Non è mancata una visita a Mt. Gambier, di cui ammiriamo il lago di un blu intenso (ed unico) e i numerosi crateri dovuti alla forte attività vulcanica di questa zona, ed infine la fantastica grotta di Tantanoola, che affascina per l'infinito numero di stalattiti e stalagmiti..



In un paio di giorni siamo arrivati così ad Adelaide, una città con un centro "storico" simile a quello di Melbourne e racchiuso tra poche vie.. Interessante il mercato coperto nel cuore della città e un paio di musei che visitiamo rapidamente in una mattinata, prima di dirigerci verso la Barossa Valley famosa per i suoi vigneti da cui si producono vini esportati in tutto il mondo.. 


Torniamo poi verso Melbourne stando nell'entroterra e facendo tappa al "Grampians National Park", un immensa distesa di verde dove si snodano innumerevoli sentieri tra cascate e foreste (un po' come in Tasmania!)



La Great Ocean Road è un itinerario affascinante in cui tra l'altro non mancano le occasioni per provare il surf (l'ho visto fare così spesso che ormai è nella mia to-do list!) nonché per ammirare paesaggi unici e fantastici.. l'ideale è campeggiare nelle tante aree disponibili (anche se i miei fellows preferivano muri solidi, così abbiamo sempre optato per una stanza..!).

Tasmania


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Avendo qualche giorno libero tra capodanno e il viaggio sulla "Great Ocean Road" ho deciso - quasi fulmineamente - di partire per la Tasmania! Dopo aver constato che un "tour organizzato" non mi avrebbe permesso di sfruttare al meglio il poco tempo a mia disposizione (nonostante creda che si tratti di una soluzione abbastanza conveniente e comoda per chi viaggia da solo), prenoto voli e auto camminando per le strade di Melbourne grazie alle fantastiche app con cui ormai si può fare tutto, o quasi.. Volo ad Hobart la mattina del 2 Gennaio, atterro con 80 km/h di vento che fanno muovere l'aereo in tutte le direzioni possibili finché finalmente non tocca terra, e mi sposto immediatamente ad Hobart. La cittadina a sud della Tasmania ha un suo fascino, ma il tempo stringe così ritiro l'auto e parto subito verso nord.


Lungo la strada mi fermo in tutte le attrazioni principali, che per la maggior parte sono parchi nazionali ricchi di sentieri e percorsi esplorativi.. mi concedo così dei "brevi" trekking (dai 10 ai 20 km al giorno) cercando di cogliere il più possibile nel poco tempo a disposizione.. Non mancano tracciati nelle foreste, cascate, sentieri in quota, e anche qualche vetta, come il "Summit" delle Cradle Mountain, che decido di raggiungere in un paio d'ore dopo aver sentito la guida del parco consigliarmi una passeggiata in riva al lago...




Tasmania è sinonimo di tanta natura, vegetazione, animali, spiagge e tanto tanto verde.. ho guidato la mia piccola utilitaria (che è stata non solo il mio mezzo di trasporto ma anche la mia vera e propria casa in questo rapido tour) su strade a volte dritte fino all'orizzonte e a volte ricche di saliscendi e curve nelle foresta, tra i campi e lungo la costa.. 


La costa est della Tasmania è caratterizzata da spiagge e baie uniche per la sabbia bianca e l'acqua cristallina, un mare così bello che non ho potuto non tuffarmici (nonostante il vento e le temperature non proprio invitanti..!).



Dopo tre giorni di completa esplorazione dell'isola (più di 1200 km!) torno ad Hobart e non sapendo come spendere l'ultimo pomeriggio cammino fino al MONA, il museo di arte "nuova ed antica", a "soli" 13 km dal centro città..!! Purtroppo però la camminata non è stata esattamente ricompensata da un museo eccezionale come mi aspettavo (anche dalle recensioni, se non solo dal prezzo di ammissione..), se non per poche opere particolarmente interessanti (chiaramente questo rimane solo il parere di un "non-esperto" assolutamente estraneo a questo campo come me..).



Un tour un po' "rush" che però mi dato l'occasione di camminare molto, di esplorare e di vedere luoghi in cui prevale la natura selvaggia e sconfinata, nonché spiagge mozzafiato e posti incantevoli.. di certo la Tasmania è molto più di ciò che ho potuto vedere in queste poche ore, anche se comunque non posso che dirmi soddisfatto!!

Tutte le foto dell'Australia sono qui!

Melbourne


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Finalmente torno a raccontare un po’ la vita in Australia.. Novembre e Dicembre sono trascorsi come al solito al caldo e prevalentemente in mezzo agli specchi, anche se non è mancato un po’ di lavoro di “design” in ufficio. Mi sono occupato in parte della “storage tank”, ovvero la cisterna che dovrà contenere sodio liquido (150 mila metri cubi..) e in parte del sistema informatico dell’azienda, in particolare sto “costruendo” qualche interfaccia grafica e un database per archiviare informazioni e renderle facilmente fruibili. Le giornate sono tranquille e spesso la sera ci ritroviamo a giocare a calcio nei prati immensi del “Polo club” o semplicemente a Monopoli o qualche altro strano gioco da tavola.. siamo circa una decina di giovani (tra i 21 ed i 27 anni) e troviamo facilmente qualche occasione per divertirci insieme anche dopo il lavoro, e questo rende la vita qui un po’ più entusiasmante..!

Il 20 Dicembre lasciamo Jemalong (io, Patrick e Sienna) e partiamo verso Melbourne, dove arriviamo in serata.. l’idea è di trascorrere qui Natale e Capodanno e poi muoverci nelle prime due settimane di Gennaio. Melbourne è una cittadina indubbiamente carina, ma purtroppo neanche lontanamente affascinante tanto quanto Sydney.. però certamente merita una breve visita! È molto animata in questo periodo natalizio e non mancano gli “addobbi”, anche se senza neve e con un clima non troppo fresco (ma neppure caldo..) sembra tutto un po’.. strano!!



Forse non ci sono particolari attrazioni in questa città, ma di certo l’architettura e il design hanno un ruolo abbastanza centrale.. non mancano infatti palazzi futuristici e talvolta un po' bizzarri!



A Natale sono ospite da Sienna (che ha parenti vicino a Melbourne) e ho modo di provare una "Christmas dinner" alquanto originale, almeno per i miei standard: nonostante il termine "dinner" di fatto è stato un pranzo piuttosto leggero e non troppo "cerimonioso", più che altro un buffet di qualche verdura, pane e salumi, decisamente leggero e rapido! A caval donato non si guarda in bocca (ci mancherebbe!), ma devo dire che sono rimasto sorpreso da una celebrazione natalizia così "light"! Il pomeriggio ho giocato a tennis ammirando il perfetto stile "British" dei parenti di Sienna e infine ci siamo rilassati in piscina (altro che bianco Natale..!!)

Nei giorni successivi ho avuto modo di visitare Phillip Island, un'isola a est di Melbourne famosa per la "parata" di piccoli pinguini che ogni giorno lasciano l'isola, vanno a caccia e rientrano la sera appena dopo il tramonto.. centinaia di persone si aspettano questi piccolissimi animali (30 cm forse, di certo non i pinguini che tutti immaginiamo) per vederli sbucare dall'acqua per tornare nelle tane e sfamare i piccoli.. Ahimè non ho immagini dei pinguini perché mi hanno impacchettato la macchina foto appena entrato, poiché - dicono - l'uso del flash fa male agli occhi degli animali (ragionevole) e così hanno deciso di bandire le foto in toto (meno ragionevole), anche se l'unica macchina foto "impacchettata" era la mia.. 


Tra le altre cose a Phillip Island ho visto la tosatura di una pecora, super rapida e davvero curiosa!


A Capodanno siamo stati in Federation Square attendendo con ansia i botti, che hanno decisamente deluso ogni nostra aspettativa.. bella l'atmosfera, la musica, la tanta gente, la compagnia, la location.. ma lo spettacolo pirotecnico di mezzanotte è stato proprio un po' scarso!! Di certo in futuro non esiterei a prendere un aereo per Sydney ed avere come sfondo il ponte sul porto e l'Opera House..!!

Certamente Melbourne è una città interessante, molto viva e piuttosto racchiusa in un centro "storico" abbastanza piccolo da essere esplorato in pochi giorni.. il clima non è stato esattamente "estivo", anche se ovviamente il sole non è mancato, rendendo le strade ancora più colorate e vivaci.